Sciopero NBT Leini: i lavoratori della Filiale On Line Intesa Sanpaolo chiedono assunzioni e tutele
Sciopero NBT Leini
Non c’è pace per i lavoratori della NBT di Leinì, impegnati nella gestione dei servizi per la Filiale On Line di Intesa Sanpaolo. A due mesi dalle proteste di luglio e dalle rassicurazioni diffuse dall’istituto bancario sul prosseguimento delle attività, la situazione rimane bloccata nell’incertezza.
Nonostante le dichiarazioni di intenti, non è ancora stato formalizzato alcun accordo concreto. Nell’ultimo confronto tra l’azienda di telecomunicazioni, le sigle sindacali Fim e Fiom e le RSU, NBT ha riferito di aver ricevuto soltanto rassicurazioni verbali da parte del cliente Intesa Sanpaolo circa un ripristino dei volumi di lavoro idoneo a garantire l’occupazione dell’attuale organico.
Promesse solo verbali
Le rassicurazioni informali riguarderebbero anche un’ipotesi di proroga della commessa per 12 mesi, ma la mancanza di garanzie scritte lascia il personale in una condizione di totale precarietà. Gli operatori, da oltre dieci anni impiegati nella gestione dell’assistenza ai clienti del gruppo bancario, chiedono risposte chiare e durature sulla continuità operativa e sui volumi d’attività futuri.
I rappresentanti sindacali evidenziano la contraddizione tra gli utili record registrati dall’istituto di credito e la stabilità negata ai lavoratori in appalto. Di fronte ai piani di Intesa Sanpaolo, che prevedono centinaia di nuove assunzioni nell’ambito dei servizi digitali nei prossimi anni, i sindacati chiedono che le competenze maturate dal personale NBT vengano valorizzate attraverso un percorso di internalizzazione al termine dell’eventuale proroga dell’appalto.
Cambio di passo sul territorio
La vertenza travalica la singola commessa e solleva una questione più ampia sul sistema degli appalti e sulle delocalizzazioni. FIM e FIOM sollecitano aziende e Istituzioni ad adottare un nuovo modello d’impresa basato sulla rigenerazione dei posti di lavoro, la tutela dell’occupazione locale e il contrasto alle esternalizzazioni verso Paesi con standard di tutela inferiori, elementi che rischiano di incidere negativamente anche sulla qualità del servizio fornito agli utenti.
Proclamato lo sciopero
In assenza di impegni scritti e di prospettive strategiche a lungo termine, l’assemblea dei lavoratori di NBT ha approvato all’unanimità l’avvio delle azioni di protesta. La mobilitazione prenderà il via con un primo sciopero programmato per sabato 26 settembre, a cui potranno seguire ulteriori iniziative di lotta se non giungeranno risposte concrete da parte della committente.