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Ambiente

Scorie nucleari in Canavese, la tutela del territorio come priorità

Intervengono  Dario Noascone, e Fabrizio Bertot,   coordinatore di CulturaIdentità Canavese e  Piemonte.

Scorie nucleari in Canavese, la tutela del territorio come priorità
Cronaca Alto Canavese, 17 Gennaio 2021 ore 12:32

Scorie nucleari in Canavese, la tutela del territorio come priorità per Cultura e Identità.

Scorie nucleari

Sulle scorie nucleari in Canavese, sono intervenuti anche  Dario Noascone, e Fabrizio Bertot, rispettivamente  coordinatore di CulturaIdentità Canavese e   coordinatore CulturaIdentità Piemonte.

 Scorie nucleari

“Giunge a sorpresa la notizia che parte del territorio canavesano, insieme ad altre zone in Piemonte, sia stato reputato idoneo per lo stoccaggio di scorie nucleari. Pur comprendendo le complesse motivazioni che hanno condotto a selezionare alcuni territori piuttosto che altri, e consapevoli che le indicazioni ricevute non costituiscono vincolo definitivo, noi di CulturaIdentità – dicono Dario Noascone e Fabrizio Bertot dei coordinamenti del Canavese e del Piemonte – non possiamo nascondere un moto di preoccupazione non tanto per la sicurezza dell’operazione, confidando che Sogin – la società pubblica per la gestione dei rifiuti nucleari – abbia posto in primo luogo la sicurezza del territorio e la salute dei cittadini, quanto piuttosto per la ricaduta in termini di immagine per territori quali quelli di Caluso e Mazzè, terre dei vigneti di Erbaluce, che grazie al paziente lavoro di operatori e amministratori hanno visto negli anni crescere il loro prestigio di zona d’eccellenza vitivinicola. Ulteriore elemento di dubbio è il termine di appena 60 giorni – in stato di emergenza – concesso ai sindaci dei Comuni interessati per muovere eventuali osservazioni e considerazioni, con tempi ristrettissimi per acquisire gli eventuali pareri tecnici”.

I benefici economici

“Consapevoli dei benefici economici che potrebbero derivarne per i comuni interessati, e a fronte di una ridottissima pericolosità dei rifiuti stessi (per lo più derivanti da smaltimento dei materiali residui utilizzati per macchinari diagnostici) sarebbe tuttavia un ben triste epilogo se tale scelta intaccasse l’immagine di affidabilità dei nostri prodotti e dei nostri territori. Lo stesso discorso vale ovviamente per le altre aree scelte sulla nostra regione, per le quali estendiamo la medesima osservazione. Auspichiamo quindi che, una volta verificati gli indispensabili requisiti di sicurezza, una corretta e diffusa campagna informativa tuteli la reputazione del contesto produttivo e culturale dei nostri eccellenti territori, come anche evidenziato da diversi amministratori e da Coldiretti”.

Salviamo le colline dell’Erbaluce

“Il movimento CulturaIdentità, con l’attenzione al patrimonio storico, artistico, paesaggistico, culturale e produttivo che la contraddistingue, ha tra gli obiettivi primari la tutela e
la promozione dei territori in ogni loro espressione, e a fronte di una questione controversa quale lo stoccaggio di materiali potenzialmente dannosi che rischiano di compromettere uno dei settori, quello agricolo e vitivinicolo, più floridi della nostra Regione, non può che schierarsi, ancora una volta, al fianco di coloro che quotidianamente lavorano per preservare ed accrescere le risorse del territori, ed augurando sempre maggior prestigio alle colline dell’Erbaluce e a tutti i territori d’eccellenza che affronteranno l’ardua questione”.

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