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Sequestrati oltre 220 mila falsi accessori Swarovski

Vendeva come autentici accessori riportanti un celebre marchio di cristalli ma che con gli originali poco avevano a che fare. Per questo motivo un imprenditore di origine cinese, con un noto emporio nel capoluogo piemontese, è stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Torino, alla Procura della Repubblica, per contraffazione.

Sequestrati oltre 220 mila falsi accessori Swarovski
Cronaca 13 Ottobre 2017 ore 09:58
Vendeva come autentici accessori riportanti un celebre marchio di cristalli ma che con gli originali poco avevano a che fare. Per questo motivo un imprenditore di origine cinese, con un noto emporio nel capoluogo piemontese, è stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Torino, alla Procura della Repubblica, per contraffazione.
Vendeva come autentici accessori riportanti un celebre marchio di cristalli ma che con gli originali poco avevano a che fare. Per questo motivo un imprenditore di origine cinese, con un noto emporio nel capoluogo piemontese, è stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Torino, alla Procura della Repubblica, per contraffazione. La frode è stata scoperta in un market nel quartiere diNizza Millefontidove i Finanzieri del Gruppo Torino hanno rinvenuto oltre 220.000 accessori d’abbigliamento riportanti il falso logo del celebre brand dei cristalli. Nel corso dell’intervento, inoltre, i Baschi Verdi hanno sequestrato circa 70.000 giocattoli esposti per la vendita ma non conformi alla normativa vigente in quanto sprovvisti di informazioni fondamentali per la tutela del consumatore quali le indicazioni circa la loro provenienza, ovvero le istruzioni in lingua italiana, oltre alle precauzioni d’uso di sicurezza che i bambini dovrebbero rispettare per giocare senza rischi. Tra questi centinaia di accessori e costumi in vista della prossima festività di Halloween. Ulteriori 420.000 articoli vari sono stati tolti dal mercato per violazione alle norme in materia di sicurezza prodotti, perché venduti senza alcuna indicazione circa i dati dell’importatore e la presenza di materiali o sostanze pericolose. L’imprenditore dovrà ora rispondere all’Autorità Giudiziaria di frode in commercio e contraffazione. Rischia sino a 4 anni di carcere.

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