Il Sigillo della Regione Piemonte alla Senatrice Liliana Segre

Andrea Cane: "Ben vengano le iniziative per fare in modo che nessuno di questi errori si ripeta".

Il Sigillo della Regione Piemonte alla Senatrice Liliana Segre
Cronaca Rivarolo, 23 Gennaio 2020 ore 16:36

Approvata all'unanimità in Consiglio Regionale la proposta di conferire, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 15, il "Sigillo della Regione Piemonte" alla Senatrice Liliana Segre.

Sigillo della Regione Piemonte

Votata ed approvata all'unanimità in Consiglio Regionale la proposta di conferire, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 15, il "Sigillo della Regione Piemonte" alla Senatrice Liliana Segre, una delle sopravvissute tra i 776 bambini deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Ambasciatori di verità

A questo voto unanime per conferire "Sigillo della Regione Piemonte" alla Senatrice Liliana Segresi è unita la proposta dell'assessore alle Politiche giovanili, Fabrizio Ricca, di istituire gli “ambasciatori di verità”, testimoni dell’Olocausto che nelle scuole racconteranno ai ragazzi gli orrori dei campi di concentramento.
"Sono orgoglioso e soddisfatto di aver appoggiato e votato il conferimento del Sigillo per la Senatrice Segre - racconta dopo la mattinata d'aula a Palazzo Lascaris il consigliere regionale Andrea Cane - a pochi giorni dalla Giornata della Memoria. Credo fermamente che l’antisemitismo sia un insulto contro l’intera umanità".

Le parole del consigliere Andrea Cane

"Odio e intolleranza non fanno parte del mio modo di essere, del mio bagaglio culturale - ha concluso Cane, Responsabile Enti locali della Lega piemontese – inoltre mio nonno era un partigiano di Bollengo, provengo quindi da una terra orgogliosamente refrattaria agli orrori dell'odio e del razzismo. Ben vengano le iniziative per fare in modo che nessuno di questi errori si ripeta, rinnovando ai giovani la memoria di grandi uomini come quelli della Brigata Giustizia e Libertà del Canavese, con il partigiano D'Artagnan che piazzò una carica esplosiva sotto il collegamento ferroviario tra Italia e Francia, salvando Ivrea e segnando un momento fondamentale per le sorti del conflitto".