Spaccio di droga in Canavese: cinque arresti condotti dai Carabinieri di Ivrea in un mese.
Spaccio di droga
Nelle ultime settimane i Carabinieri della Compagnia di Ivrea hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare il fenomeno della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti nel Canavese. Cinque sono le persone tratte in arresto in quanto ritenute responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio. Tra la numerosa sostanza stupefacente sequestrata figura anche il c.d. “white hashish” – che si
distingue dall’hashish classico, oltre che per il colore, anche per l’elevata concentrazione di principio attivo – e l’olio di cannabis, trovato in 3 grosse taniche. In totale i Carabinieri di Ivrea hanno sequestrato: 337,30 grammi di hashish, dei quali 3,20 grammi di “hashish bianco”; 35,33 grammi di cocaina; 10,05 grammi di crack; 3,50 grammi di marijuana; 13 chilogrammi di olio di cannabis; denaro contante per un totale di euro 2605,00.

L’arresto a Rivarolo
Il primo dei cinque arresti risale al 18 aprile scorso, dove un diciottenne è stato sorpreso a Rivarolo Canavese dalla Sezione Radiomobile di Ivrea alla guida di un monopattino. Dopo un timido tentativo di fuga, il giovane è stato fermato e trovato in possesso di due dosi di hashish del peso complessivo di 1,10 grammi. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriori 218,70- grammi di hashish suddivisi in due panetti, una porzione di “hashish bianco” di 3,20 grammi, 840 euro in contanti e materiale vario per il confezionamento.
I controlli a Bollengo
Il 21 aprile scorso, a Bollengo, sempre i militari della Sezione Radiomobile hanno controllato un ventunenne a bordo della sua autovettura: il giovane occultava ingegnosamente cinque dosi di crack per 2,30 grammi all’interno di un finto accendino poggiato sul sedile a fianco, oltre a un’ulteriore dose di 0,45 grammi nascosta nel vano portaoggetti. In casa, sono stati scoperti altri 7,30 grammi di crack (suddivisi in 18 dosi), 6,53 grammi di cocaina in 3 dosi termosaldate, 2 grammi di marijuana, 0,18 grammi di hashish, 1.040 euro in contanti e materiale per il confezionamento.
Posto di blocco a San Giusto
Il giorno successivo, invece, i carabinieri, nel corso di un posto di controllo, hanno fermato a San Giusto Canavese un quarantaduenne a bordo della sua auto. Nell’abitacolo l’uomo aveva ben 35 dosi di cocaina per un peso totale di 22,80 grammi, una dose di hashish del peso di 1,80 grammi, 725 euro in banconote da piccolo taglio ed un bilancino di precisione.
Il laboratorio a Castellamonte
I controlli sono stati estesi anche su Castellamonte, dove il 27 aprile un ventitreenne è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri della locale Stazione unitamente alla Sezione Operativa
ed al Nucleo Cinofili di Volpiano. All’interno dell’abitazione è stato rinvenuto un vero e proprio “laboratorio” della droga: 69,00 grammi complessivi di hashish (di cui un panetto da 61,00 grammi e varie dosi da 8,00 grammi), una padella intrisa di cocaina contenente 6,00 grammi della sostanza con residui vari sul piano cottura e tre taniche contenenti 13 chilogrammi di olio di cannabis verosimilmente CBD. L’uomo deteneva inoltre una carta d’identità elettronica contraffatta valida per l’espatrio.
La perquisizione a Vidracco
Il 2 maggio infine, una perquisizione d’iniziativa a Vidracco, condotta anche qui dalla locale Stazione con l’ausilio della Sezione Operativa di Ivrea e del Nucleo Cinofili di Volpiano, ha portato all’arresto di un cinquantacinquenne trovato in possesso di 43,32 grammi complessivi di hashish (suddivisi in due unità da 37,73 e 5,59 grammi), 1,50 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e materiale per il taglio.
Per quattro dei soggetti indagati è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, mentre nei confronti del ventunenne arrestato il 21 aprile a Bollengo è stata disposta la traduzione presso la Casa Circondariale di Ivrea. Procede la Procura di Ivrea. I provvedimenti a carico dei soggetti citati sono stati emessi durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.