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Spray all’ammoniaca per compiere i furti, arrestati dai carabinieri cinque sinti

Il gruppo studiava le programmazioni di feste locali e di rosari per eventi funebri per rubare dalle auto dei partecipanti le chiavi di casa.

Spray all’ammoniaca per compiere i furti, arrestati dai carabinieri cinque sinti
Cronaca Torino, 21 Gennaio 2020 ore 11:29

Torino. Armati di spray all’ammoniaca durante i furti, componenti di una banda criminale smascherati dai carabinieri.

Spray all’ammoniaca per compiere i furti

Questa mattina nell’hinterland torinese, i carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare,emessa dal GIP di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti degli appartenenti a una banda criminale dedita ai furti che utilizzava uno spray all’ammoniaca per neutralizzare eventuali animali da guardia. Cinque le persone destinatarie dei provvedimenti cautelari, tutti di origine sinti residenti nei campi nomadi del Pinerolese e Torino via Lega. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di incendio, ricettazione, contraffazione di targhe e furti in abitazione e di autovetture, i reati a vario titolo contestati.

Oltre 70 furti

Le indagini dei militari hanno documentato oltre 70 furti, di cui 25 in abitazioni, in 24 comuni della provincia di Torino.
Gli indagati sono anche ritenuti i responsabili dell’incendio di un furgone della Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Saluzzo, commesso il 12 febbraio scorso, a Cavour (TO), mentre era parcheggiato in strada, quale ritorsione per precedenti periodi di detenzione subite da uno dei componenti. È stata, inoltre, sventata una rapina, con servizi ad alta visibilità, già pianificata dalla banda ai danni della titolare di un esercizio di rivendita carni di Villafranca Piemonte (TO). Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati e restituiti ai legittimi proprietari 11 veicoli rubati, 2 pistole e 2 fucili, rubati in una abitazione, e varia refurtiva (tra cui diverse attrezzature edili e da giardinaggio, orologi, capi di bestiame, penumatici, pannelli fotovoltaici e anche il cancello in zinco di un cimitero comunale).

Modus operandi

I carabinieri sono riusciti altresì a disvelare il modus operandi del gruppo che seguiva le programmazioni di feste locali e di rosari per eventi funebri, soprattutto nelle piccole comunità, per rubare dalle auto dei partecipanti le chiavi di casa lasciate incustodite. Prima rubavano le chiavi di casa e i documenti dall’auto, poi andavano a svaligiare l’abitazione.

Furto in chiesa

Tra i furti contestati alla banda, anche uno tentato nei confronti di una parroco di Pinerolo il 28 marzo 2019. Gli autori non sono riusciti nell’intento per la presenza di uno robusto cancello che dava sulla balaustra della casa parrocchiale. Nella circostanza è stato comunque danneggiato l’impianto elettrico della Chiesa.

Furto al Comune

Il 16 aprile 2019 obiettivo della banda era stato il comune di Macello, nel torinese.
In un magazzino comunale, dopo la rottura di un grosso lucchetto apposto sulla porta di accesso, erano stati rubati un generatore di corrente, due decespugliatori, un soffiatore e due vaschette da bagno destinati a pubblico servizio.

Furto all’ANPI

Non è andata meglio neanche alla Sezione dell’Associazione Nazionale Alpini di San Secondo di Pinerolo nella cui sede il gruppo ha fatto razzia di derrate alimentari e di attrezzi di lavoro, scardinando la saracinesca che chiudeva il locale (17 aprile 2019).

Le indagini

“Il contrasto ai reati predatori è tra gli obiettivi prioritari della quotidiana attività dell’Arma sul territorio. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Pinerolo sono state minuziose e veloci – afferma il comandante provinciale carabinieri di Torino, colonnello Francesco Rizzo – e hanno anche consentito di documentare un grave episodio delittuoso avvenuto il 12 febbraio 2019 nel comune torinese di Cavour. Un furgone polizia penitenziaria era stato dolosamente incendiato. Sono state raccolte dagli investigatori dell’Arma importanti fonti di prova e sono state ricostruite tutte le fasi dell’incendio”.

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