La commemorazione

Strage di Rivarolo Canavese: il ricordo dei 4 Vigili del Fuoco caduti nel 1958

Al passaggio a livello di via Favria, le sbarre erano alzate. L'autista proseguì la marcia e il mezzo fu travolto in pieno dalla littorina della Canavesana.

Strage di Rivarolo Canavese: il ricordo dei 4 Vigili del Fuoco caduti nel 1958

Il 2 gennaio non è una data come le altre per la comunità di Rivarolo Canavese. È il giorno della memoria, il momento in cui la città si stringe attorno al suo distaccamento dei Vigili del Fuoco per ricordare uno dei momenti più bui e dolorosi della sua storia recente: la tragedia del passaggio a livello di via Favria.

La dinamica: una corsa verso il dovere

Era la sera del 2 gennaio 1958. L’autopompa dei volontari di Rivarolo, un mezzo OM Leoncino consegnato solo poche settimane prima, sfrecciava verso Rocca Canavese per domare l’incendio di un’abitazione.

Giunti al passaggio a livello di via Favria intorno alle 20:30, i pompieri trovarono le sbarre alzate. Un segnale di via libera che si rivelò fatale: proprio in quel momento sopraggiungeva la littorina della ferrovia Canavesana, diretta a Torino, che travolse il mezzo di soccorso distruggendolo quasi completamente.

Le vittime: eroi del quotidiano

Nello schianto persero la vita quattro uomini che stavano mettendo la propria vita al servizio della sicurezza altrui:

  • Giacomo Gindro, caposquadra e stimato vicesindaco della città.

  • Domenico Porello, l’autista del mezzo.

  • Antonio Merlo, vigile del fuoco volontario.

  • Renato (René) Sacchi, vigile del fuoco volontario.

L’incidente lasciò anche quattro feriti tra i soccorritori, segnando per sempre le famiglie e i colleghi del distaccamento.

Un ricordo che non svanisce

Le indagini dell’epoca rivelarono una tragica fatalità causata dall’errore umano del casellante, ma ciò che resta oggi è il valore del sacrificio.

Ogni anno, Rivarolo onora i suoi caduti con una cerimonia sentita:

  1. Il raccoglimento al cippo: In via Favria, sul luogo dell’impatto, viene deposta una corona d’alloro.

  2. Il suono della sirena: La storica sirena del castello di manovra del distaccamento lacera il silenzio, un richiamo che unisce idealmente il passato e il presente del corpo.


“Onorare chi ha dato la vita per gli altri è un dovere morale per tutta la comunità canavesana.”