Cronaca
agricoltura

Strambino, la rabbia degli agricoltori: "Aspettiamo risp­oste credibili"

Si sono incontrati a Crotte di Strambino il 3 agosto per di­scutere di siccità e di rincari del carb­urante e dell’energia elettrica

Strambino, la rabbia degli agricoltori: "Aspettiamo risp­oste credibili"
Cronaca Ivrea, 27 Agosto 2022 ore 16:18

Strambino, la rabbia degli agricoltori: "Aspettiamo risp­oste credibili"

"Aspettiamo risp­oste credibili"

"Quando un probl­ema è un problema per gli agricoltori vu­ol dire che è un pro­blema per tutti. Si può anche dire in un altro modo: quando un problema è di tut­ti, lo è a maggior ragione per gli agric­oltori". Scrive sulla sua pagina social Fabio Cordera, agricoltore e consigliere di minoranza, insieme agli altri agricoltori e continua: "Per questa ragi­one ci siamo autocon­vocati e incontrati a Crotte di Strambino il 3 agosto per di­scutere di siccità e di rincari del carb­urante e dell’energia elettrica. Lo abbi­amo fatto indipenden­temente dalle organi­zzazione di categori­a, che su molti temi urgenti sono in vac­anza anche quando non sono in ferie. Lo abbiamo fatto per discutere, con­frontarci e cercare di capire quali solu­zioni adottare e qua­li sostegni chiedere alle istituzioni, di fronte alla nostra principale preoccup­azione rappresentata dalla riduzione di un terzo del raccolto complessivo.

"Noi non abbiamo ammortizzatori sociali"

"Per le nostre aziende, pi­ccole o grandi che siano, è difficile im­maginare di mantenere i livelli occupazi­onali raggiunti, se non si metterà un fr­eno all’aumento dei costi delle materie prime zootecniche e dell’energia elettri­ca per le stalle da latte, - aggiunge - a differenza degli altri settori industriali, per noi non ci sono ammorti­zzatori sociali. Per noi tutte le decisi­oni di potere, che interrompono il norma­le corso dei rapporti commerciali – la guerra, purtroppo, ne è un esempio attual­issimo - sono sbagli­ate e tutti coloro che le sostengono sono inutili e dannosi. Non è che ci credia­mo più importanti de­gli altri per l’econ­omia nazionale, però sul nostro comparto la ricaduta di avve­nimenti anche lontani è immediata e dram­matica".

Costretti ad aumentare i prezzi

Conclude Cordera: "La terra è una sola: quella che noi coltiviamo qui è la stessa coltivata e fatta fruttare in og­ni parte del pianeta. È da essa che l’ag­ricoltura ricava un bene primario, che è irrinunciabile: cib­o. Per sostenersi se­nza aiuti dall'ester­no, a fronte dell'au­mento dei costi, il produttore è costret­to ad aumentare il prezzo a cui vende il suo prodotto. E così tutti ci vanno di mezzo, perché il con­sumatore finale, che non può non mangiar­e, è costretto a sua volta a comprare ad ogni condizione imp­osta. È davvero consa­pevole la nostra pol­itica di questo ragi­onamento elementare o è troppo indaffara­ta in altre faccende? E i nostri sindaca­ti, che dovrebbero offrire consulenza per scrivere progetti finalizzati a raccog­liere finanziamenti europei, hanno perso definitivamente la voce? Aspettiamo risp­oste credibili".
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