Torino, 18 misure cautelari contro militanti antagonisti: arresti domiciliari e obblighi dopo manifestazioni e scontri
Dalle proteste in centro al blocco di stazione e aeroporto: eseguiti i provvedimenti disposti dal Tribunale di Torino su richiesta della Procura.
Torino, 18 misure cautelari contro militanti antagonisti
Un’operazione di ampia portata è stata eseguita nella mattinata di oggi, giovedì 19 febbraio 2026, dalla Polizia di Stato, al termine di una lunga attività investigativa condotta dalla Questura di Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino. Il Tribunale di Torino, su decisione del G.I.P., ha disposto 18 misure cautelari nei confronti di altrettanti militanti dell’area antagonista, 11 uomini e 7 donne.
I provvedimenti comprendono cinque arresti domiciliari, dodici obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino. Le accuse contestate, a vario titolo, sono danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Le misure sono state eseguite all’alba.
Global Sumud Flotilla, 24 settembre
L’inchiesta prende le mosse da una serie di episodi avvenuti tra settembre e novembre dello scorso anno. Il primo riguarda la manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla del 24 settembre, quando circa 1.500 persone si sono radunate in piazza Castello per poi raggiungere la stazione di Torino Porta Susa. Qui circa 700 manifestanti, dopo aver forzato un accesso, hanno occupato i binari per oltre un’ora, provocando il blocco della circolazione ferroviaria.
Aeroporto e OGR, 2 ottobre
Ulteriori contestazioni fanno riferimento al 2 ottobre. In mattinata una trentina di attivisti ha raggiunto in bicicletta l’Aeroporto Sandro Pertini di Caselle, tagliando la recinzione e accedendo all’area aeroportuale, con conseguente sospensione dei voli per circa mezz’ora. La sera dello stesso giorno, un corteo di circa 10.000 persone ha attraversato il centro cittadino arrivando alle OGR Torino, dove il giorno successivo era prevista l’Italian Tech Week con la partecipazione di Jeff Bezos e Ursula von der Leyen. In quell’occasione alcuni manifestanti hanno forzato i cancelli, danneggiato arredi, monitor, vetrate e quattro autovetture Stellantis, oltre ad aggredire il personale di sicurezza. Durante le operazioni di sgombero due agenti del Reparto Mobile sono rimasti feriti, colpiti anche dal lancio di un’anguria da oltre quattro metri di altezza.
OGR e Leonardo, 3 ottobre
Il giorno seguente, 3 ottobre, un nuovo corteo di circa 1.300 attivisti ha tentato più volte di accedere alle OGR, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine. Successivamente i manifestanti si sono spostati davanti alla sede Leonardo di corso Francia, dove un fitto lancio di pietre e bottiglie ha causato il ferimento di sei operatori di polizia e il danneggiamento delle auto dei dipendenti.
Sede della Città Metropolitana, 14 novembre
Tra gli episodi contestati figura anche l’irruzione del 14 novembre nella sede della Città Metropolitana di Torino, al termine del corteo per il “No Meloni Day”, durante la quale nove agenti sono rimasti feriti. L’ultimo fatto riguarda l’assalto del 28 novembre alla sede del quotidiano La Stampa, con danneggiamenti e scritte all’interno dell’edificio.
Indagini della Digos
Le indagini della Digos hanno portato alla denuncia di numerosi presunti responsabili e all’esecuzione di 21 perquisizioni domiciliari. In occasione delle misure cautelari, sono state effettuate ulteriori tre perquisizioni, anche di natura informatica, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica.