14 INDAGATI

Tragedia del Mottarone: prelevata la scatola nera dell'impianto

Le risposte definitive si avranno solamente verso la fine dell'anno: i tempi previsti per l'analisi sono di tre mesi.

Tragedia del Mottarone: prelevata la scatola nera dell'impianto
Cronaca Torino, 31 Agosto 2021 ore 07:35

Era lo scorso 23 maggio 2021 quando, verso le 12,30, la funivia del Mottarone, in prossimità dell'ultimo pilone a pochi metri dall'arrivo, è precipitata al suolo da un'altezza di 1.491 metri, causando la morte di 14 passeggeri. Unico sopravvissuto della tragedia è stato il piccolo Eitan di 6 anni. Ieri, lunedì 30 agosto 2021, è ripreso l'incidente probatorio che mira a far chiarezza su cosa sia successo in quel terribile giorno: i periti nominati dal Gip del Tribunale di Verbania hanno prelevato la scatola nera dell'impianto, supporto informatico che registra e tiene traccia di tutti i dati di funzionamento.

Tragedia del Mottarone, prelevata la scatola nera della funivia

La speranza è che dalle registrazioni si possano ottenere nuovi e più chiari elementi sulla dinamica dell'incidente e quindi sulle sue cause. Come raccontato da Prima Torino, ieri, lunedì 30 agosto 2021, è ripreso l'incidente probatorio.

I periti nominati dal Gip del Tribunale di Verbania hanno prelevato la scatola nera dell'impianto, il supporto informatico che registra e tiene traccia di tutti i dati di funzionamento. Solo l'analisi di quanto contenuto nella scatola nera riuscirà a fare maggiore chiarezza su quanto accaduto in quel tragico 23 maggio, quando, a seguito della caduta della funivia, hanno perso la vita 14 passeggeri. Unico sopravvissuto è stato il piccolo Eitan di 6 anni, quel giorno in gita con la famiglia (mamma, papà e fratellino di 2 anni) sul lago Maggiore.

Le risposte, tuttavia, arriveranno solamente verso la fine dell'anno: i tempi previsti per analizzare il contenuto della scatola nera e "leggere" le eventuali anomalie registrate è di circa tre mesi. Dal giorno della tragedia però le indagini non si sono mai fermate con i periti che hanno continuato con i sopralluoghi sul luogo dove la funivia è precipitata: l'8 settembre 2021, gli esperti di tutte le parti si riuniranno anche per decidere della rimozione della carcassa della cabina e della fune che si è spezzata causandone la caduta.

Per conoscere le conclusioni delle loro analisi si dovrà attendere l'udienza del 16 dicembre. Nel frattempo, sono 14 gli indagati per la tragedia, 12 persone e due società.

Eitan, 6 anni, unico sopravvissuto alla tragedia

Una gita in famiglia sul lago Maggiore. Una giornata spensierata. Una bella giornata di sole all'aperto. Doveva essere così. Invece si è trasformata in una tragedia. Tante vite distrutte. Vite spezzate. Spezzate da un cavo spezzato. La cabina della funivia Stresa-Mottarone che cade, rotola sul pendio e sbatte contro un albero.

Tra le quattordici vittime anche la famiglia di Eitan, 6 anni da compiere tra qualche mese. E' l'unico sopravvissuto della tragedia ma ha perso mamma, papà e fratellino di 2 anni. La famiglia, Amit Biran (30enne), la moglie Tal Peleg Biran (25enne) e il figlio più piccolo, Tom Biran (2 anni compiuti a marzo), di origini israeliane viveva a Pavia ormai da anni. Insieme a loro c’erano anche Itshak Cohen, 81enne, nonno di Tal Peleg, e la moglie Barbara Konisky Cohen, 71enne, entrambi residenti in Israele, ma partiti da Pavia per la gita in famiglia poi finita in tragedia.

A salvare la vita ad Eitan sarebbe stato l'ultimo disperato abbraccio di papà Amit: il piccolo, dopo aver trascorso un periodo di ricovero in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita di Torino, qualche giorno dopo la tragedia ha riaperto gli occhi ed è stato estubato. Il 10 giugno 2021, è stato dimesso dal reparto Isola di Margherita dell'ospedale Regina Margherita ed è tornato a Pavia accompagnato dalla zia Aya Biran, sorella del papà.