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Vendevano kit test anticorpi per il Covid-19 senza certificazioni

Vendevano kit test anticorpi per il Covid-19 senza certificazioni
Cronaca Torino, 19 Maggio 2020 ore 16:07

Truffa online sul sito www.mascherineTorino.it dove vendevano kit test anticorpi per il Covid-19.

Vendite online

“www.mascherineTorino.it” questo il sito web dove venivano pubblicizzati e venduti “Kit test anticorpi” per il COVID19. Peccato però che i tutti i dispositivi in vendita fossero privi di ogni sorta di autorizzazione medica da parte delle autorità sanitarie Italiane. Un trentenne italiano rivendeva i prodotti attraverso un sito internet creato ad hoc. “…sono per uso personale… la mia è un’attività di studio sui prodotti…”. Queste le sue parole.

Vendevano kit test anticorpi per il Covid-19

La Guardia di Finanza di Torino, dopo una breve indagine, ha scoperto che l’uomo, residente nel torinese, acquistava da una società cinese i kit test anticorpi Covid-19, che sarebbero serviti, secondo quanto reclamizzato, a testare la presenza o meno di anticorpi al virus.

Ordini regolarmente recapitati

Ingegnosa l’attività di marketing scoperta dai Finanzieri del Gruppo Torino. Una volta giunti in Italia, l’uomo piazzava i dispositivi medici su un sito web realizzato per l’occasione, dove, nel dettaglio ne descriveva l’utilità e promuoveva la loro vendita. Dal sito web, con una serie di passaggi, si accedeva ad un contatto telefonico riconducibile allo stesso soggetto il quale, dopo aver raccolto l’ordine, recapitava i prodotti direttamente al domicilio dell’acquirente.

Sprovvisti di certificazioni

Tutti i kit, come detto, erano commercializzati e reclamizzati al pubblico senza alcuna autorizzazione del Ministero della Salute nonché sprovvisti delle previste certificazioni CE, necessarie a garantirne l’attendibilità.

Un centinaio i test anticorpi COVID19 sequestrati mentre il trentenne, senza un’occupazione fissa, è stato sanzionato per aver immesso in commercio i dispositivi medico-diagnostico in vitro senza alcuna certificazione nonché per aver pubblicizzato gli stessi senza autorizzazione. Rischia sanzioni sino a 130.000 euro.