Arduini in sfilata allo Storico Carnevale di Ivrea con la Legio Scorpionis.
Arduini in sfilata
Sabato sera, 14 febbraio 2026, in onore della Vezzosa Mugnaia, Valentina Campesato in Mantovani, la squadra degli Scorpioni d’Arduino ha deciso di omaggiare l’importante passato della città con una sfilata dedicata all’antica Eporedia, declinando la romanità in chiave giallo verde con la preziosa consulenza storico e rievocativa di alcuni iscritti, molto appassionati dell’antica Roma.
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La Legio Scorpionis
Un connubio tra storicità e goliardia per rendere speciale la sfilata del sabato sera con un tuffo all’indietro di circa 2000 anni cadenzato dal suono dei Tamburi giallo-verdi, preceduto dai valorosi legionari della Legio Scorpionis e dall’Imperatòr Marcus Cavicchius, insieme a Epona e le Figlie di Venere. Al primo vincitore del Trofeo «Miglior Giovane Arduino» (consegnato nel 2006) – l’unico peraltro in corteo ad indossare il subarmalis bianco e la cresta rossa a simboleggiare i colori dell’odierna Ivrea – il compito di condurre un contubernium di giovanissimi legionari Arduini, sotto lo sguardo attento e austero dei Senatori giallo verdi.
La rievocazione giallo-verde
Alla parata il Pontifex Scorpionis, attorniato dalle graziose Vestali Arduine (sei proprio come nell’antica Roma) portatrici dei sacri valori giallo verdi e custodi delle genialità arduine. I Legionari hanno ricevuto gli ordini in latino, indossando panoplie (armature) filologicamente accurate e elmi ricostruiti in base a rinvenimenti archeologici. Le manovre nel corso della marcia sono state il frutto di diversi addestramenti. Tutti gli scudi sono stati realizzati e dipinti a mano per l’occasione. Gli uomini del popolo indosseranno il tipico abbigliamento riservato all’ordine degli Equites, la tunica con le due strisce verticali con l’intento di omaggiare la plausibile origine del nome Eporedia (Epo da Epona, divinità equestre romana di origine celtica, e redia da Raeda tipico carro per il trasporto delle persone), ancestrale legame tra i cavalli ed il territorio eporediese. Ad impreziosire ulteriormente la sfilata anche un Agrimensore, una sorta di geometra dell’epoca, intento a destreggiarsi con la Groma arduina, inserito quasi d’obbligo in quanto fino alla scoperta di un esemplare di groma a Pompei, la prima e unica rappresentazione al mondo di tale strumento avvenne proprio ad Ivrea, scolpita sulla stele funeraria dell’agrimensore Lucius Aebutius Faustus, e custodita tutt’ora al Museo Garda, proprio nella piazza di tiro degli Scorpioni d’Arduino.