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Carnevale di Ivrea iniziate questa domenica le alzate degli Abbà

Il Martedì Grasso, in ricchi costumi rinascimentali, spetta agli Abbà l’onore di appiccare il fuoco agli Scarli issato nella piazza del proprio rione.

Carnevale di Ivrea iniziate questa domenica le alzate degli Abbà
Cultura Ivrea, 28 Gennaio 2018 ore 17:33

Carnevale di Ivrea, questa domenica si è entrati nel vivo della storica manifestazione carnascialesca eporediese con le alzate degli Abbà.

Carnevale di Ivrea entra nel vivo

Gli Abbà vengono infatti presentati alla città nelle due domeniche che precedono quella di Carnevale di Ivrea. Mentre il Martedì Grasso, in ricchi costumi rinascimentali, spetta a loro l’onore di appiccare il fuoco agli Scarli issato nella piazza del proprio rione. Oggi, terzultima domenica di Carnevale, 28 gennaio, sono iniziate le alzate degli Abbà. Protagonisti Vittoria Piretto (San Grato), Giovanni Pozzo (San Maurizio), Sara Scozzari (Sant’Ulderico), Emma Lacchio (San Lorenzo) e Giulia Landorno (San Salvatore).

Le alzate degli Abbà

Il Carnevale di Ivrea entra quindi nel vivo. La penultima domenica, il 4 febbraio, verranno alzati Ilaria Seidita per San Grato, Sara Ferro per San Maurizio, Viola Actis Perino per Sant’Ulderico, Alessia Crosetti per San Lorenzo e Emma Perenchio per la parrocchia di San Salvatore.

Cenni storici

Prima dell’unificazione nel 1808, le feste legate al Carnevale di Ivrea erano cinque. Una per ogni parrocchia della città. Pertanto erano organizzate dagli Abbà dei singoli rioni. Nel 1700 l’Abbà era a capo della Badia. Si trattava infatti di un’associazione di giovani che organizzava feste. Portava come insegna un pane conficcato su di una picca, oggi sostituito da uno spadino con un’arancia sulla punta, a simboleggiare la testa mozzata del tiranno. Per ricordare le loro figure e l’origine dei festeggiamenti, ogni anno vengono quindi scelti dieci bambini. Due per ciascuna delle cinque antiche parrocchie di Ivrea: San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo (che dal 1935 ha preso il posto dei Santi Pietro e Donato in seguito all’abbattimento della chiesa) e San Salvatore.

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