di Sandra Origliasso
Da Russia e Costa d’Avorio a Ciriè: le storie delle donne che imparano l’italiano al Troglia. In vista della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il racconto di due studentesse straniere dei corsi di lingua promossi dall’associazione Il Portone del Canavese all’istituto Istituto Ernesta Troglia: percorsi di integrazione, studio e nuove opportunità.
La storia di Natalia, dalla Russia a Ciriè
«In Russia le donne possono studiare e lavorare, ma la situazione salariale è simile a quella italiana» dichiara Natalia, 47 anni, studentessa dell’associazione «Il Portone del Canavese», in Italia da due anni. In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne, ci siamo recati all’istituto Ernesta Troglia, dove esiste un centro culturale che accoglie persone, non solo di sesso femminile, da tutto il mondo. Il corso d’italiano per stranieri rappresenta il cuore di quest’attività multi-culturale, allo scopo di promuovere l’integrazione sociale, grazie all’impegno di una donna, ossia Maria Carla Micono.
«Ho una figlia di nome Anna che ha 16 anni e frequenta l’istituto superiore “Federico Albert” a Lanzo – prosegue Natalia -E’ venuta prima lei a Il Portone, per imparare la lingua, allo scopo di frequentare le scuole in Italia. Quindi, disponendo di un po’ di tempo libero, in quanto attualmente sono casalinga, mi sono iscritta per ottenere la cittadinanza italiana. Conoscere l’italiano serve moltissimo per districarsi nella vita quotidiana, oltre che comunicare correttamente con mio marito, di nazionalità italiana».
Com’è la vita delle donne russe? «Dei figli se ne occupano di più le donne. Quando ho avuto la bambina sono stata a casa tre anni, prima di mandarla al Kinder Garden (la nostra scuola materna n.d.r.). Sono laureata in pedagogia e in Russia insegnavo il pianoforte ai bambini».
Il racconto di Alida, sua insegnante
Al suo fianco troviamo la docente volontaria Alida Garigliet, che racconta: «Con Natalia ci troviamo due volte a settimana, ma ho anche altri tre allievi. Si tratta di persone motivate a imparare la lingua per motivi diversi. Le loro nazionalità sono russe, rumene, marocchine ed egiziane. La nostra realtà permette alle madri di portarsi appresso i bambini piccoli e, per questo motivo, la maggior parte degli studenti, sono donne. In generale, ho notato come le donne straniere, le quali hanno frequentato le scuole superiori al loro Paese, abbiano una capacità d’astrazione notevole che permette un livello d’apprendimento assai alto. Mentre quelle con un scolarità bassa hanno minori problemi nell’orale, ma maggiori difficoltà nello scritto. Gli stranieri incontrano parecchie criticità nell’apprendere i tempi verbali e le preposizioni. Quindi occorre lavorare parecchio per sostenere i test conclusivi on-line dell’università di Perugia. Gli esami sono tosti anche per i madrelingua. Infatti lavoriamo tanto sulla comprensione del testo».
La storia di Aneek, dalla Costa d’Avorio a Ciriè
«La Festa delle Donne c’è anche in Côte d’Ivoire» racconta Aneek, 39 anni, aiuto cuoca. «La mia lingua madre è il francese. Sono arrivata in Italia tre anni fa, lasciando in patria una figlia che, adesso, ha 18 anni. Ho lavorato a Ceretta e, poi, a Settimo, come aiuto cuoca. Seguo il corso d’italiano al Troglia ormai da qualche anno. Auspico di trovare un lavoro serale per seguire le lezioni diurne perché vorrei conseguire la cittadinanza italiana».
Il racconto di Luisa, sua insegnante
Aneek è seguita dalla volontaria Luisa Vigna Grap: «Svolgo attività di volontariato da un triennio, abito a San Maurizio Canavese e seguo due studenti. Ho lavorato come insegnante di sostegno per quarantadue anni. Mi è sempre piaciuto il rapporto uno a uno, soprattutto per aiutare i più fragili. Svolgo anche volontariato alla cooperativa La Rugiada, dove ho ritrovato alcuni miei ex allievi. Venire al Portone mi da’ tantissima gratificazione in quanto i risultati si vedono in pochi mesi, potendo contare su allievi motivati. Inoltre, mi piace il confronto con altre culture. Le donne in Italia hanno dei diritti ma nella pratica siamo ancora lontani dalla parità di genere. Prima di tutto c’è la differenza salariale e, quindi, le difficoltà per le madri di sostenere i costi elevati dell’asilo nido. Se non hai la famiglia d’origine che ti sostiene diventa complicato andare avanti con uno stipendio solo, visti gli odierni costi della vita. All’istituto Troglia ci sono tante iniziative per dare sostegno alle donne e alle neo-mamme. L’anno scorso il Lions Club Ciriè D’Oria ha organizzato una rassegna culturale con degli specialisti per supportare le donne straniere».