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Cultura

Favria: un anno difficile raccontato attraverso 80 suggestive foto

Un «viaggio» in un periodo difficile, in un anno che ha sconvolto il quotidiano di ognuno di noi.

Favria: un anno difficile raccontato attraverso 80 suggestive foto
Cultura Alto Canavese, 20 Dicembre 2020 ore 16:19

Il 2020, un anno reso difficile dalla pandemia da Covid, visto con gli occhi dell’artista Piero Nizza e raccontato attraverso emozionanti foto.

Un anno difficile raccontanto attraverso le foto

Con la gigantografia della foto scattata qualche mese or sono in piazza, nonché con il «cubo» montato a poche decine di metri, sul quale sono esposte 80 significative immagini del primo lockdown in terra favriese, si può dire che il cerchio va considerato chiuso. Il progetto fotografico (ma non solo) iniziato da Piero Nizzia, che ha trovato il pieno appoggio di commercianti e cittadini, grazie anche al grande impegno e lavoro di Lorella Rossi (dimostratasi attenta ed entusiasta nel dare il suo contributo) è giunto in porto ed ora è sotto l’occhio (curioso) di tutti. Un «viaggio» in un periodo difficile, in un anno che ha sconvolto il quotidiano di ognuno di noi. Un 2020 che resterà indimenticabile.

Immagini emozionanti

«Quella che era la mia idea, con questo ultimo passaggio ha preso definitivamente forma – commenta il noto fotografo canavesano – ed ora si può vedere, si può toccare, è diventata completamente realtà. Ciò lo debbo anche al grande impegno di Lorella, dei miei concittadini, dei volontari, di tutti coloro hanno con la propria disponibilità compreso dove volevo andare a parare». Non un semplice «reportage» di un periodo storico di cui non ci potremo dimenticare mai. Questo è un modo per lanciare sempre e comunque un messaggio. Un messaggio che sottolinea la voglia di socialità del paese, che vuole dare un po’ di ottimismo, oltre che naturalmente sollevare la curiosità dei più. Pure attraverso i nomi dei favriesi che fanno bella mostra sull’installazione, la quale per alcuni mesi sarà presente in centro città. «E’ un ulteriore modo per coinvolgere la gente di questa città. E sono felice di vedere che ogni volta che mi trovo a passare c’è qualcuno che guarda le foto, dando così conferma del fatto che ciò che ho realizzato, per mezzo dell’aiuto di molti, non è una cosa fine a se stessa. Da qui è bello pensare di ripartire e di guardare al futuro con speranza e voglia di tornare a sorridere, insieme».

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