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Alimentare made in Italy, record di esportazione

Nonostante la pandemia un dato positivo

Alimentare made in Italy, record di esportazione
Economia Torino, 22 Settembre 2021 ore 00:53

Esportazione del cibo italiano su del 13%. A fare la parte del leone nella crescita del commercio di prodotti alimentari con l'estero è anche il vino piemontese.

Alimentare made in Italy da record

L’alimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni con un balzo del 13% nel 2021 e punta verso la storica cifra di 50 miliardi di euro mai registrata nella storia dell’Italia. E’ quanto emerge dalle proiezioni di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi sette mesi del 2021 diffuse in occasione del G20 a Firenze. Tra i principali clienti del Made in Italy a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 3% a luglio. Positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di Italian food con un incremento del 6%, di poco inferiore alla Francia (+8%) che si colloca al terzo posto mentre al quarto è la Gran Bretagna dove si registrano i primi segnali positivi di ripresa dopo la Brexit, con una crescita del 4%.

Il ruolo importante del vino piemontese

“Un risultato ottenuto nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana, ma anche favorito il ritorno in tutti i continenti alla preparazione casalinga dei pasti con il boom delle ricette Made in Italy – spiegano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il direttore Francesca Toscani - A trainare la crescita ci sono, infatti, prodotti base come il vino piemontese il cui export ha fatto un balzo del +16% nei primi sei mesi del 2021, seguito dai prodotti caseari e dall’ortofrutta scelta per la svolta salutistica a tavola. Certo, a preoccupare restano le importazioni, in particolare della carne straniera, spesso spacciata, oltretutto per italiana. L’Italia può ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia. Serve, però, agire sui ritardi strutturali del Paese e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti. Il Recovery Plan – concludono – rappresenta dunque una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati interno ed estero”.