ALLARME DI COLDIRETTI

Caldo e siccità: danni all’agricoltura in Piemonte

Periodi roventi si alternano a improvvisi rovesci disastrosi.

Caldo e siccità: danni all’agricoltura in Piemonte
Economia Torino, 31 Agosto 2021 ore 06:08

Caldo e siccità stanno impoverendo l’agricoltura piemontese: l’allarme di Coldiretti.

Caldo e siccità

Danni per oltre un miliardo nelle campagne a causa di un’estate particolarmente calda. Il meteo ha favorito anche il diffondersi di insetti dannosi per l’agricoltura, come la cimice asiatica. Sono le stime di Coldiretti in Piemonte.

L’acqua

I fiumi e i torrenti hanno una portata ridotta tra il 35% ed il 65% rispetto alle medie storiche degli anni precedenti. Negli ultimi giorni è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge. I settori più provati saranno il cerealicolo e, in futuro, potrebbero prospettarsi difficoltà anche per lo zootecnico, per mancanza di foraggi.

Sconvolgimento climatico

«Con lo sconvolgimento climatico in atto si passa dal forte maltempo con rovesci disastrosi a carattere di nubifragi e trombe d’aria a periodi di siccità tanto che ora è a rischio il 40% della produzione estiva totale – evidenziano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. L’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattiene solo l’11%».

Un progetto

«Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti è pronta a mettere in atto un tavolo di lavoro su un progetto concreto nel Recovery Plan per un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici, caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Il progetto – proseguono Moncalvo e Rivarossa – potrà prevedere la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti».

Laghetti

«L’idea – concludono Moncalvo e Rivarossa – è di costruire, senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione».