Economia
stop alla vigilia della riapertura

Chiusura degli impianti sciistici, anche il Canavese era pronto a riaprire

La chiusura prorogata è un danno enorme per tutti gli attori del comparto.

Chiusura degli impianti sciistici, anche il Canavese era pronto a riaprire
Economia Alto Canavese, 15 Febbraio 2021 ore 14:24

Chiusura degli impianti sciistici, anche il Canavese era pronto a riaprire: la chiusura prorogata è un danno enorme per tutti gli attori del comparto: gestori delle piste, dei rifugi, maestri di sci, noleggio attrezzature...

Anche il Canavese era pronto a riaprire

Le piste battute nel gelo dell’ultima perturbazione, i giornalieri venduti, i maestri di sci prenotati, i frigoriferi dei rifugi e dei ristori lungo gli impianti pieni, le caldaie a regime per riscaldare stanze chiuse da mesi: tutto evaporato tramite un breve comunicato stampa arrivato dal Cts e dal ministro Speranza, giunto a poche ore dall'apertura degli impianti sciistici e che reca ulteriori danni economici a tutto il mondo della montagna, oramai in ginocchio da un anno a livello turistico ed economico.

Le parole del consigliere Andrea Cane

“Ci risvegliamo questo lunedì mattina tra uno splendido sole e le montagne innevate ma in uno scenario diventato ieri sera sconfortante – commenta a caldo il consigliere regionale canavesano della Lega Andrea Cane – che non ho vissuto da casa sul divano, ma di fianco a sindaci ed amministratori comunali: sabato a Frassinetto e domenica ad Usseglio, mentre oggi sarei dovuto andare alla riapertura ufficiale degli impianti a Locana. Penso ai gestori, settimane di lavoro al gelo con la speranza di recuperare una parte seppur irrisoria della stagione, con la voglia di fare il mestiere che si è scelto e con la passione per un ambiente sano e sicuro come la montagna: purtroppo tanto impegno è sfociato in una più che giustificata rabbia da parte degli operatori, ristoratori, albergatori e aziende delle nostre Valli che aspettano ancora i ristori. Ieri sera il problema l’ho vissuto da abitante di un borgo di montagna, non da politico eletto nelle fila di un partito che oggi si accinge a governare. E ho fatto fatica ad incassare la delusione, pur apprezzando i messaggi del capogruppo Riccardo Molinari e dei nostri neo ministri Giorgetti e Garavaglia che indicavano come prioritari gli indennizzi per gli operatori danneggiati per l’ennesima volta e con tempismo vicino alla beffa”.

Pericolo terza ondata

“Ho cercato una chiave di lettura – conclude il leghista che è vicepresidente della Commissione sanità piemontese – ascoltando direttamente le parole del consigliere del ministro Speranza, il dottor Ricciardi, il quale ha ribadito non solo la sua responsabilità nel processo decisionale che ha portato a rinnegare le indicazioni del Cts a 12 ore dall’apertura degli impianti sciistici ma ha perorato la necessità di provvedimenti ancora più incisivi per il pericolo imminente di una terza ondata. Sono ore decisive per il nascente governo, in un interregno dove la stessa squadra dei tecnici di Conte in televisione getta fumo negli occhi dicendo chiaramente che il lockdown mancato è stato una scelta politica scellerata. Spero che questo metodo di comunicazione insensato della gestione all’ultima ora, in questo caso proprio mentre si stavano rifinendo le piste coi gatti delle nevi, debba vedere in questo ultimo increscioso episodio la fine di una lunga serie di imposizioni che non hanno in calce la firma della Lega: oggi proprio a Locana, in Canavese, l’Alpe Cialma sarebbe stata una delle prime stazioni sciistiche a ripartire grazie all’impegno e alla passione dei cittadini e dell’amministrazione comunale, comprendo quindi totalmente la rabbia che sta attraversando gli animi delle persone che stavano lavorando per offrire un turismo di eccellenza per le nostre Valli”.

(In foto la visita di ieri del Consigliere Regionale Andrea Cane ad Usseglio, con il Vicesindaco Alberto Varalli)