Economia
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Coronavirus escort dimenticate anche dai clienti

Il più noto sito europeo lancia una raccolta fondi in aiuto delle accompagnatrici.

Coronavirus escort dimenticate anche dai clienti
Economia Torino, 29 Aprile 2020 ore 11:14

Coronavirus escort dimenticate anche dei loro clienti, ora chiedono aiuti.

Coronavirus escort alla fame

"Sex workers alla fame a causa del blocco totale del Paese e le Istituzioni ignorano la situazione. Il settore del sesso a pagamento quindi si mobilita e cerca di salvarsi da solo. Ogni anno in Italia si contano circa 120.000 sex workers di cui attualmente il 30% versa in grave crisi di povertà".

Inizia così il comunicato stampa licenziato questa mattina da Escort Advisor, il più noto sito internete del settore, che sostiene la campagna “Nessuna da sola!”.
Le più importanti e storiche associazioni italiane di sex workers e servizi di outreach, con Pia Covre presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus come capofila, si sono unite per una raccolta fondi proprio per contrastare una situazione che le Istituzioni stanno ignorando. Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa con oltre 2 milioni di utenti mensili solo in Italia, ha deciso di sostenere questa iniziativa con una donazione economica.

Raccolta fondi

Gli/le operatrici/ori del settore del sex work auto-organizzato, in collaborazione con le reti e soggetti del civismo attivo, stanno promuovendo una campagna di crowdfunding mirata a sostenere economicamente e con aiuti materiali queste persone che stanno vivendo in una condizione di indigenza, determinata dall'emergenza Covid-19 e che non possono richiedere gli ammortizzatori sociali.

Questione di tasse

Non accedono agli aiuti statali anche perché durante la loro vita professionale non partecipano al bilancio dello Stato non pagando le tasse: non è un lavoro riconosciuto ai fini di legge; dunque, diventa complicato inserire questo genere di "lavoro" tra quelli a cui il Governo Conte pensa, magari prima di quelli regolari e che contribuiscono alla spesa nazionale, che ancora devono ricevere sostentamento.

"Siamo escluse"

"Ancora una volta siamo stati socialmente esclusi - spiega Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus - Non c’è una legge che ci tuteli, non c’è nessuno che ci protegga e siamo discriminati rispetto agli altri cittadini e lavoratori. Questa è una cosa alquanto vergognosa e vorremmo porvi rimedio. Faremo le richieste ai nostri governanti per una legge che dia finalmente qualche garanzia". La maggior parte dei lavoratori e lavoratrici del sesso non è in grado di accedere alle prestazioni sociali istituite come misure di emergenza dal Governo. È un momento di disperazione e di paura: molte delle giovani sex workers donne e persone trans sono migranti, sole e senza una rete familiare a cui far riferimento; molte altre sono madri e con il loro lavoro sostengono tutta la famiglia.