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La protesta dei commercianti rivarolesi ancora costretti alla chiusura | FOTO

La protesta dei commercianti rivarolesi ancora costretti alla chiusura | FOTO
Economia Rivarolo, 08 Maggio 2020 ore 00:40

La protesta dei commercianti rivarolesi ancora costretti alla chiusura dal decreto del 26 marzo scorso: le chiave dei negozi consegnate simbolicamente al sindaco.

Protesta dei commercianti rivarolesi

Domenica scorsa, 3 maggio nelle varie vie del commercio rivarolese decine di esercenti si sono ritrovati, naturalmente a debita distanza di sicurezza, con le chiavi delle proprie attività in mano, pronti a «sventolarle» in segno di protesta, quasi di resa. Una protesta dettata da quello che è un blocco delle loro realtà (durato per qualcuno circa due mesi, per altri ancora in atto e confermato chi per alcuni giorni, chi per per ulteriori settimane) il quale rischia di compromettere il futuro di molte attività. Attività che per colpa del «lockdown» legato all’emergenza Coronavirus, che ha paralizzato la quasi totalità del mondo, ha visto di fatto azzerati quasi tutti i guadagni, mentre le spese vive sono rimaste purtroppo inalterate. Una situazione che in attesa di un ritorno alla normalità (che naturalmente non ha una data precisa...) potrebbe costringere in molti a non riaprire più, oppure tra qualche mese tirare giù in maniera definiva la propria serranda.

In strada e in piazza a protestare

Visto il quadro tutt’altro che felice che si è delineato, in tanti domenica hanno deciso di dare vita a questa manifestazione pacifica, con il silenzio rotto solamente dal tintinnio delle chiavi delle varie attività commerciali. Da via Ivrea a corso Italia, da piazza Chioratti al centro San Francesco, da corso Indipendenza a via Torino tanti sono stati gli uomini e le donne che hanno «fatto sentire la loro voce» in questa maniera. Nei giorni precedenti i commercianti rivarolesi avevano mandato una missiva all’Amministrazione comunale ed in particolare al primo cittadino Alberto Rostagno, proprio per far comprendere i sentimenti ed i malumori di quelle categorie che dopo la chiusura, da un giorno all’altro, pur comprendendo la situazione drammatica vissuta, volevano delle risposte sul come poter ripartire.

La lettera inviata al sindaco

A nome di numerosi commercianti di Rivarolo Canavese - si legge nella missiva recapitata a Palazzo Lomellini - siamo qui ad esporle quanto segue. Come è a lei ben noto, purtroppo, il commercio cittadino, da tempo, non versa in buone condizioni. Le difficoltà economiche ed organizzative erano all’ordine del giorno, quotidianamente ogni attività doveva fare i conti con una situazione di crisi nazionale e scarsi aiuti e collaborazioni da parte del territorio locale. L’emergenza Covid-19, con la conseguente emanazione del DPCM 11 marzo 2020 (e successivi), avendo previsto la chiusura forzata di quasi tutte le attività commerciali (fatte salve quelle che continuano ad erogare servizi essenziali) ha acuito ai massimi livelli lo stato di difficoltà in cui ogni attività già versava. Le problematiche sono molteplici, dalla merce ferma in magazzino, le spese inevitabili da dover comunque sostenere, i dipendenti che tutti noi vorremmo evitare di dover licenziare, i nuclei famigliari i quali vivono e fanno affidamento sugli introiti di ogni singola attività commerciale». Un vero e proprio «grido di allarme» quello che i negozianti di Rivarolo hanno rivolto al Municipio: «La situazione si è aggravata a tal punto che ci vediamo costretti a chiederle di prendere decisioni forti per il futuro del commercio rivarolese»

Le proposte dei negozianti

Gli esercenti della «città del Gallo» hanno di fatto stilato un elenco dei punti più importanti da affrontare. Passaggi emersi nel corso del confronto tra i cosiddetti «Rappresentanti di via» insieme all’Assessorato al Commercio ed all’Ascom, ovvero l’associazione di categoria. Tra questi, quelli che saltano all’occhio sono la «Sospensione pagamento plateatico ad uso dehors per bar/ristoranti/pasticcerie ecc... per tutto l’anno 2020, ma anche quella del pagamento tassa per cappottine ed insegne esterne dei negozi per tutto l’anno. La creazione di una collaborazione-progetto con la società concessionaria della gestione dei parcheggi a pagamento al fine di poter emettere dei “buoni” per il parcheggio gratuito da erogare a tutti coloro che acquisteranno e consumeranno in centro città, per tutto l’anno 2020, nonché la promozione di un’azione sinergica con i comuni limitrofi e le associazioni di categoria al fine di ottenere la sospensione del pagamento dei diritti Siae». Importante poi lo «Snellimento e facilitazione burocratica per l’organizzazione di eventi all’interno dei propri esercizi commerciali», nonché la «Sospensione del pagamento della tassa rifiuti per tutto il 2020 e la rimodulazione degli affitti degli immobili ad uso commerciale». Occhio di riguardo pure per i mercati cittadini, attraverso la «Sospensione del pagamento della tassa rifiuti e dell’occupazione del plateatico assegnato per tutto l’anno 2020», con la richiesta anche della «Costituzione di un fondo a favore e destinato unicamente al commercio rivarolese, finanziato dal Comune», proponendo una «Incentivazione degli acquisti nei negozi di Rivarolo Canavese da parte dei cittadini attraverso locandine e utilizzo di spazi pubblicitari comunali a titolo gratuito e social media». Richieste chiare, precise e circostanziate. Perché a Rivarolo i commercianti vogliono ripartire, vogliono continuare a dare servizi di qualità, evitando quello che potrebbe essere un tracollo generale irreversibile.

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