Hanno tirato un grosso sospiro di sollievo i lavoratori e le lavoratrici della NBT (Numero Blu Torino) di Leinì. Per un paio di giorni hanno vissuto il dramma del licenziamento collettivo a causa della cessata commessa di Intesa Sanpaolo.
Fortunatamente, la situazione ha subìto una svolta positiva: la commessa è stata rinnovata per un ulteriore anno, allontanando lo spettro della chiusura del sito e ridando serenità a 43 famiglie.
Il commento del Comune di Leinì: “Monitorare la situazione”
Fin dalle prime ore della crisi, l’amministrazione comunale si era attivata per tutelare l’occupazione sul territorio. Il sindaco Luca Torella e l’assessora alle Politiche del Lavoro Rosalia Marini hanno espresso grande soddisfazione per lo scampato pericolo, ma non abbassano la guardia:
«Avevamo chiesto, ed ottenuto, un incontro urgente con la società leinicese per capire meglio i numeri e i contorni della situazione, preoccupati per i destini delle famiglie che si sarebbero ritrovati senza un reddito. Abbiamo espresso alla società la nostra volontà di dare comunque vita all’incontro, seppur senza la situazione di emergenza che si viveva l’altro giorno, in modo da creare un canale diretto e poter monitorare la situazione, onde evitare, il prossimo anno, di ritrovarsi nelle stesse condizioni».
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Il PD in Regione: “Bene la proroga, ma serve un piano per l’Intelligenza Artificiale”
Sulla vicenda sono intervenuti anche il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta e la capogruppo Dem in Consiglio regionale Gianna Pentenero. Pur accogliendo con favore la revoca della procedura di licenziamento, i due esponenti politici sottolineano la necessità di soluzioni a lungo termine in un territorio già fragile.
I punti chiave sollevati da Avetta e Pentenero:
No a soluzioni temporanee: I sindacati hanno ragione a non accontentarsi di una toppa di 12 mesi; è fondamentale far “atterrare” nuove commesse stabili sul sito di Leinì per garantire il futuro industriale dell’area.
Il fattore IA (Intelligenza Artificiale): Il caso NBT viene definito come una vera e propria “spia d’allarme”. Il rischio di tagli legati all’automazione e all’uso dei software di IA non riguarda solo i call center, ma rischia di colpire molte altre realtà produttive.
L’appello alla Regione: Viene chiesto alla Regione Piemonte di monitorare da vicino l’evoluzione della vicenda e, più in generale, di governare a livello istituzionale la transizione tecnologica per evitare che si trasformi in una crisi sociale diffusa.
Il canale di comunicazione tra azienda, sindacati e istituzioni locali rimane dunque aperto. L’obiettivo comune per i prossimi mesi sarà muoversi d’anticipo per non farsi trovare impreparati alla scadenza della nuova proroga.