L'intervista

La Zuppa della Biodiversità punta al Guinness dei Primati

Oltre la valorizzazione del prodotto: il presidio Slow Food diventa anche strumento di legalità

La Zuppa della Biodiversità punta al Guinness dei Primati

La Zuppa della Biodiversità punta al Guinness dei Primati

Una zuppa da Guinness

Il paese guarda al futuro partendo dalle proprie radici e lo fa con un progetto ambizioso: portare la Zuppa della Biodiversità nel Guinness dei Primati. L’idea accompagnerà la decima edizione del Mercato della Terra e delle Biodiversità, in programma nel mese di maggio, trasformando una ricetta collettiva in un potente messaggio di identità, condivisione e tutela del patrimonio agricolo. A raccontarla è Debora Vittone, da un anno e mezzo presidente dell’Associazione Piattella Canavesana di Cortereggio, che promuove e valorizza il noto fagiolo bianco, Presidio Slow Food dal 2010.

L’anniversario

«Per festeggiare il traguardo dei dieci anni abbiamo pensato a una zuppa con la maggiore biodiversità leguminosa possibile nel mondo. Per ora abbiamo già rintracciato una trentina di tipologie di fagioli. Ci siamo candidati a novembre e attendiamo un responso verso metà marzo. Il nostro obiettivo non è tanto ottenere il marchio del Guinness, quanto lanciare un messaggio di collaborazione tra le diverse associazioni sangiorgesi. Un’idea che si sposa perfettamente con il progetto promosso da Slow Beams, rete di legumi che in tutta Italia collabora per aiutarsi a vicenda». Il cammino verso il record ha già vissuto un primo momento significativo, in una sorta di «prova generale» della futura zuppa. «Quest’anno – continua Vittone – abbiamo organizzato la prima «disfida delle pignatte», coinvolgendo, oltre alla nostra Piattella, il Dente di Morto di Acerra, il Fagiolo Rosso di Lucca e il Fagiolo Antico di San Quirino».

L’anticipazione

Sul Mercato di maggio, Vittone rivela qualche anticipazione: «Abbiamo in serbo diverse sorprese. Quest’anno il tema sarà “Radicata”, a simboleggiare radici profonde nella nostra terra e il legame con il territorio, indispensabile per i nostri prodotti. Ma il nostro intento è ampliare il concetto di presidio: non più inteso solo come un prodotto da valorizzare, ma anche come strumento di legalità. Il Festival della Biodiversità dei Ragazzi del lunedì, invece, avrà come tema il cibo. L’idea, poi, è sempre quella di riportare la Casa della Biodiversità sotto l’Ala (attualmente oggetto di un intervento di riqualificazione, ndr) e di gestirla insieme a tutte le associazioni, trasformandola ancora una volta in uno spazio in cui i bambini, attraverso laboratori educativi, potranno imparare divertendosi con la collaborazione dei vari produttori».