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Ospedale di Ivrea, la risonanza magnetica dovrà attendere ancora

“Aspettando il nuovo ospedale, non possiamo lasciar cadere a pezzi quello attuale”.

Ospedale di Ivrea, la risonanza magnetica dovrà attendere ancora
Politica Ivrea, 23 Febbraio 2021 ore 18:15

Ospedale di Ivrea, la risonanza magnetica dovrà attendere ancora. Avetta (PD): “Aspettando il nuovo ospedale, non possiamo lasciar cadere a pezzi quello attuale”.

Question time del Avetta di consiglio regionale

Il consigliere regionale Alberto Avetta: “Opportuno audire in IV Commissione Cabina di Regia ed Health Technology Assessment (HTA)”. Presentata anche un’Interpellanza sulle attività manutentive pianificate ma non ancora realizzate: “Aspettando il nuovo ospedale, non possiamo lasciar cadere a pezzi quello attuale”.

Ancora niente risonanza magnetica

«L’ospedale di Ivrea dovrà ancora attendere per poter finalmente disporre della RMN (risonanza magnetica nucleare). Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, rispondendo oggi in Aula al mio Question Time, chiarendo che è in corso un lavoro di approfondimento, da parte di un apposito tavolo regionale, sui criteri di appropriatezza allocativa delle attrezzature tecnologiche innovative. A questo punto, credo sia opportuno audire in Commissione sanità la Cabina di Regia e l’Health Technology Assessment (HTA) regionale per avere chiarimenti sui tempi e sui criteri di valutazione» lo afferma il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd), a margine del dibattito in Consiglio regionale sul Question Time relativo alla RMN dell’ospedale di Ivrea.

Unico nell’Asl To4

«Il nostro ospedale è l’unico presidio “spoke” della AslTO4 ancora privo di questo importante strumento diagnostico, nonostante sia anche Polo Ontologico (con tanto di breast unit, centro di intervento per i tumori del colon retto e stomaco, Ambulatorio di Oncologia Pediatrica e Struttura Complessa di onco-ematologia) – spiega Alberto Avetta – Nel 2018 sono state prescritte ed inviate ad altri presidi 7.062 RMN nel Distretto di Ivrea, e 5.056 RMN nel contiguo distretto di Cuorgnè. La richiesta inoltrata nel 2019 dalla Direzione dell’AslTO4 all’HTA non ha ancora ricevuto risposta. Stiamo parlando di un macchinario importante, certo, ma nulla di avveniristico, anzi, direi abbastanza routinario. L’appropriatezza diagnostica è fondamentale, ma credo si debba accorciare i tempi degli iter valutativi e giungere quanto prima a una decisione. Pertanto, un confronto in IV Commissione con i componenti dell’HTA potrebbe risultare assai utile». «Inoltre, proprio oggi ho presentato un’Interpellanza relativa ai numerosi interventi di manutenzione attesi dall’ospedale di Ivrea-aggiunge il consigliere regionale Alberto AVETTA-si tratta di attività manutentive sempre più necessarie e che risultano ancor più urgenti a fronte della gestione della pandemia». A titolo di esempio: sala di Radiologia tradizionale all’interno del DEA con percorsi covid-19 dedicati; messa in operatività del DEA covid-19-free con percorsi dedicati e area ambulatoriale per attività come allergologia, pneumologia, dietetica e nutrizione; reparto unico di Terapia Intensiva e Sub-intensiva (RIA -UTIC) 20 posti letto; percorsi covid-19 dedicati e realizzazione passerella esterna al reparto; nuova zona ambulatoriale e sala attesa per l’Ortopedia con percorsi covid-19 dedicati; struttura esterna vetrata destinata ad ampliare le sale di attesa per la gestione covid-19 (con particolare beneficio per L’Ostetricia e la Ginecologia e le relative terapie integrate sul benessere psicofisico).

Umanizzazione

«Molti reparti dell’ospedale necessitano di urgenti interventi di “umanizzazione” – conclude il consigliere Alberto Avetta – basta pensare al fatto che in alcuni piani le stanze di degenza non sono dotate di servizi igienici attigui e quelli “comuni” non garantiscono più il decoro necessario per pazienti e operatori sanitari. In attesa che veda la luce il nuovo ospedale di Ivrea, non può certo essere abbassato il livello di manutenzione e di dotazione tecnologica di quello attuale. Bisogna fissare dei punti fermi, anche per non perdere capacità di attrazione e mettere gli operatori sanitari in condizione di lavorare in sicurezza. Pertanto, ho chiesto alla Giunta di chiarire quali interventi manutentivi si pensa di concretizzare e con quali tempi».

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