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Trasporti ferroviari in Canavese, scoppia il “caso”

Il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) chiede di attivare un tavolo di confronto in Regione

Trasporti ferroviari in Canavese, scoppia il “caso”
Politica Alto Canavese, 17 Gennaio 2021 ore 12:56

Trasporti ferroviari in Canavese, scoppia il “caso”: il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) chiede di attivare un tavolo di confronto in Regione che coinvolga tutti, sindaci, comitati pendolari e parti sociali.

Trasporti ferroviari

Per i trasporti ferroviari in Canavese, scoppia il “caso”: il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) chiede di attivare un tavolo di confronto in Regione che coinvolga tutti, sindaci, comitati pendolari e parti sociali”. L’esponente locale ha infatti presentato una interrogazione evidenziando  i più recenti eclatanti disservizi e disagi su Torino-Ivrea-Aosta e Canavesana. “Lunedì 18 gli studenti rientrano a scuola ma i Sindaci di Castellamonte, Cuorgnè, Rivarolo e Valperga aspettano ancora risposte dalla Regione sul trasporto alternativo su autobus, senza il quale il rientro in classe non potrà certo avvenire in sicurezza”, ha anche rimarcato.

L’intervento di Avetta

 «L’emergenza sanitaria doveva essere l’occasione per una profonda rivisitazione del trasporto pubblico locale su ferro in modo da scongiurarne l’abbandono definitivo da parte degli utenti e il ripiego sui mezzi privati. Invece, sulle linee ferroviarie canavesane, sia sulla Torino-Ivrea-Aosta sia sulla Canavesana, persistono preoccupanti criticità. La Regione Piemonte deve fare proprie le istanze avanzate da numerosi Comuni del territorio ed intervenire presso Trenitalia, affinché si ponga rimedio ai disagi e si prevengano ulteriori disservizi. E soprattutto, visto che possiamo parlare di un vero e proprio “caso Canavese”, credo che si dovrebbe attivare un tavolo di confronto sul trasporto pubblico locale dedicato specificamente al nostro territorio, coinvolgendo Regione, Agenzia per la Mobilità, amministrazioni locali interessate, parti sociali e comitati dei pendolari”: lo afferma il consigliere regionale Alberto Avetta che ha presentato un’Interpellanza, nella quale si evidenziano solo i casi più eclatanti di disagi e disservizi avvenuti nelle ultime settimane.

Nell’Eporediese

Sulla  tratta Torino PS e Ivrea nelle ore serali, si passa dal regionale delle 18.34 con arrivo previsto alle 19.21 a quello delle ore 20.34 con arrivo a Ivrea alle 21.21. Tra queste due possibilità ci sono i regionali con cambio a Chivasso. Se il Torino / Milano ritarda (come lunedì 11 gennaio, quando si è fermato inspiegabilmente nelle campagne chivassesi per 10 minuti o più)  i pendolari diretti a Ivrea perdano la coincidenza. E succede anche che i pendolari, al mattino, siano costretti ad attendere il treno diretto a Torino che viaggia con 35 minuti di ritardo (è successo l’8 di gennaio)

Dalla Valleè

Da Aosta a Torino: resta tutt’ora da definire con chiarezza la prevista soppressione delle “fermate intermedie” (Borgofranco, Strambino, Caluso, Montanaro) che, allo stato, è stata in parte sospesa e in parte solo ridimensionata nei suoi effetti ma non certamente scongiurata. Sono state lanciate petizioni molto partecipate in favore del ripristino delle stazioni intermedie.

Da Pont e Rivarolo

Sulla SFM1 Pont, Rivarolo, Torino e  Chieri  l’atteso passaggio di gestione a Trenitalia ha per ora portato la novità dell’aumento dei costi mentre persistono guasti e ritardi. «C’è poi il tema annoso dell’elettrificazione della tratta Rivarolo/Pont–aggiunge il consigliere Alberto Avetta – ora si tratta di gestire al meglio il trasporto alternativo su autobus, condizione indispensabile affinché gli studenti che vivono nelle vallate possano agevolmente raggiungere le scuole per le lezioni in presenza. La situazione è talmente seria che negli scorsi giorni gli assessori dei Comuni canavesani di Castellamonte, Cuorgnè, Rivarolo e Valperga hanno scritto alla Regione Piemonte evidenziando come la “situazione trasporti” rischi di pregiudicare il rientro in classe in sicurezza. Ad oggi non risulta che gli amministratori locali abbiano ricevuto risposta alcuna nonostante la riapertura delle scuole superiori sia prevista in presenza dal prossimo 18 gennaio».

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