Al Fermi Galilei di Ciriè un progetto per educare alla pace e al dialogo internazionale. Gli studenti delle classi quinte protagonisti di un percorso di cittadinanza attiva promosso dal Cesedi.
Al Fermi Galilei di Ciriè, educare alla pace e al dialogo internazionale
“Costruire la pace” non come slogan, ma come percorso di studio, confronto e responsabilità. È questo il senso dell’iniziativa che ha coinvolto recentemente le classi quinte dell’istituto superiore Fermi Galilei di Ciriè, chiamate a riflettere su uno dei nodi più complessi dell’attualità internazionale.
Il progetto, promosso dal Cesedi, rientra nelle attività di educazione alla cittadinanza attiva e ha coinvolto gli studenti dell’ultimo anno in un percorso strutturato di approfondimento e partecipazione. «L’obiettivo – spiega il dirigente scolastico Vincenzo Giammalva – era fornire strumenti storici, critici e relazionali per comprendere un conflitto complesso e riflettere sul valore del dialogo come possibile strada verso la pace».
Il progetto
Il lavoro, coordinato a livello di istituto dalla professoressa Silvia Gillio, si è sviluppato in due incontri di due ore ciascuno, alternando momenti di lezione frontale ad attività partecipative. Il primo appuntamento è stato dedicato all’analisi storica e geopolitica del conflitto israelo-palestinese, partendo dalla figura di Yitzhak Rabin e ripercorrendo le principali tappe che hanno segnato la nascita dello Stato di Israele, le guerre nella regione e il ruolo degli attori internazionali.
Gli studenti hanno approfondito anche l’evoluzione del fronte palestinese, dalle Intifade alla nascita dell’Autorità Nazionale Palestinese, fino ai principali tentativi di mediazione come gli Accordi di Oslo e il vertice di Camp David, valutandone risultati e limiti. Le attività interattive hanno favorito il confronto e stimolato una lettura più consapevole delle dinamiche diplomatiche.
Secondo incontro
Il secondo incontro ha trasformato la teoria in esperienza concreta, con una simulazione di negoziato di pace. Suddivisi in gruppi, i ragazzi hanno impersonato i diversi soggetti coinvolti – dagli Stati direttamente interessati alle organizzazioni internazionali – sperimentando in prima persona la complessità del dialogo, il peso delle mediazioni e la difficoltà di trovare un equilibrio tra interessi contrapposti.
Riflessione collettiva
Il percorso si è concluso con una riflessione collettiva che ha permesso agli studenti di rileggere l’esperienza vissuta, sottolineando come lo studio della storia possa diventare uno strumento essenziale per comprendere il presente e immaginare soluzioni future fondate sul confronto e sulla responsabilità condivisa.
