una lettera di genitori accende la polemica

La scuola Carlo Levi di Borgaro Torinese respinge le accuse di bullismo: «Nessuna segnalazione di episodi gravi»

La dirigente dell’istituto comprensivo smentisce le contestazioni sulla sicurezza. Il sindaco: «Se i fatti fossero confermati, sarebbero molto seri»

La scuola Carlo Levi di Borgaro Torinese respinge le accuse di bullismo: «Nessuna segnalazione di episodi gravi»

La scuola Carlo Levi di Borgaro Torinese respinge le accuse di bullismo: «Nessuna segnalazione di episodi gravi». La dirigente dell’istituto comprensivo smentisce le contestazioni sulla sicurezza. Il sindaco: «Se i fatti fossero confermati, sarebbero molto seri»

La scuola Carlo Levi di Borgaro Torinese respinge le accuse di bullismo

Si sgonfia la polemica esplosa nei giorni scorsi attorno alla scuola secondaria di primo grado “Carlo Levi” di Borgaro Torinese, dopo una presa di posizione netta da parte della dirigenza scolastica. A chiarire la situazione è la dirigente dell’istituto comprensivo, Lucrezia Russo, che respinge con decisione le accuse contenute in una lettera recapitata in direzione da parte di due genitori.

Le parole della dirigente

«Le contestazioni che ci vengono attribuite non trovano alcun riscontro – spiega la dirigente –. Non abbiamo ricevuto segnalazioni formali di episodi teppistici o situazioni riconducibili a quanto descritto. Se fossero emerse criticità di questo tipo, ci saremmo attivati immediatamente, coinvolgendo anche le forze dell’ordine». Russo rivendica inoltre l’impegno costante della scuola sui temi della legalità e della prevenzione: «Da anni lavoriamo con attenzione sull’educazione al rispetto, sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Proprio per questo ci sentiamo profondamente amareggiati per quanto è stato detto».

Nel documento firmato dalle due madri si fa riferimento a presunti episodi di bullismo ai danni di alcuni studenti, a provocazioni e aggressioni fisiche che sarebbero avvenute nei bagni dell’istituto, oltre all’introduzione a scuola di oggetti come coltellini e accendini. Accuse che, al momento, restano tutte da verificare e che la scuola respinge con fermezza. «Siamo una comunità educativa che si considera un presidio di legalità – aggiunge la dirigente – e non escludiamo di tutelarci anche nelle sedi opportune per difendere il nome della scuola e dell’intera città».

Il sindaco Gambino

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Borgaro Torinese, Claudio Gambino, che invita alla prudenza ma sottolinea la gravità delle segnalazioni, qualora fossero confermate. «Se i fatti denunciati dai genitori risultassero veri, saremmo di fronte a episodi molto seri – afferma –. In quel caso sarebbe necessaria una risposta chiara e decisa da parte di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalla scuola, individuando le responsabilità e applicando le sanzioni previste».

Il primo cittadino evidenzia inoltre l’importanza di un approccio concreto al problema: «La prevenzione è fondamentale e su questi temi si lavora molto nelle iniziative pubbliche, ma è altrettanto importante dimostrare di saper affrontare eventuali criticità nella quotidianità scolastica, senza esitazioni e con il supporto delle forze dell’ordine quando serve».