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Nel segno della tradizione

Andrea Fenoglio Gaddò: i primi passi del talento cuorgnatese

Dalla passione del papà all'argento ai Campionati Italiani di tiro con l’arco compound.

Andrea Fenoglio Gaddò: i primi passi del talento cuorgnatese
Sport Cuorgnè, 27 Marzo 2021 ore 11:01

Andrea Fenoglio Gaddò: i primi passi del talento cuorgnatese. Dalla passione del papà all'argento ai Campionati Italiani di tiro con l’arco compound.

Andrea Fenoglio Gaddò

Dalla passione di famiglia all'argento italiano: i primi passi di Andrea Fenoglio Gaddò. Una passione condivisa da un padre ed un figlio che è sfociata in risultati di alto profilo. La bellezza di praticare uno sport come veicolo di crescita e di maturazione, ma anche di divertimento e di voglia di stare insieme, che in un periodo come quello attuale rappresenta un valore aggiunto. Dietro allo splendido risultato colto da Andrea Fenoglio Gaddò ai recenti Campionati Italiani di tiro con l’arco compound che si sono svolti a Rimini non c’è solo la soddisfazione per una medaglia tricolore. C’è la conferma che l’impegno costante, la determinazione ed anche il giusto spirito con il quale affrontare ogni prova sono capaci di dare i propri frutti. Così, a soli 13 anni, il giovane cuorgnatese si è trovato a sfiorare l’oro nella sua categoria (quella dei Ragazzi), confermando quelle doti che, solo qualche mese prima (a gennaio, per l’esattezza), in quel di Novara, aveva già mostrato in occasione dei Regionali di specialità, nei quali aveva primeggiato.

Il racconto di papà Mauro

Una bella soddisfazione per lui, ma anche per papà Mauro, il quale in qualche modo ha trasmesso al figlio l’amore per questa disciplina di nicchia. «E’ una passione che ho coltivato a lungo - dice il padre - ma che poi ho interrotto per motivi di lavoro. A 50 anni la mia famiglia mi ha regalato un nuovo arco e sono tornato a praticarlo. Andrea si è incuriosito e così si è avvicinato pure lui a tale sport. Prima ha iniziato con l’arco storico, dimostrando buone capacità. Però questo tipo di tiro non è riconosciuto dalla Fitarco, quindi c’è stato il passaggio a quello compound. A febbraio 2020, prima della chiusura per Covid, ha vinto un’importante gara in Liguria e di lì abbiamo capito che poteva fare bene pure a livello agonistico». Nel 2021, nonostante le ben note vicissitudini del periodo, come anticipato prima l’oro regionale e poi l’argento tricolore. Anche se... «Andrea è stato in lizza per la vittoria sino a sei frecce dalla fine. Io, che gli faccio da allenatore personale e che lo conoscono bene, non ero vicino a lui quindi non sono riuscito a dargli lo sprone che, forse, in quel momento necessitava. Al di là di questo piccolo aspetto, mio figlio è felice per quello che ha fatto e noi siamo orgogliosi di lui. Soprattutto perché si è divertito, ha vissuto una bella esperienza ed è felice di tirare con l’arco».

Nel segno della tradizione

Uno sport che in Canavese ha da sempre una forte tradizione, adesso portata avanti pure da una società che è nata di recente: «Abbiamo deciso di creare l’ASD Arcieri Ordine della Corona Arduinica per vari motivi, sia per quanto riguarda l’aspetto storico che quello agonistico - dice ancora Mauro Fenoglio Gaddò - Ci alleniamo nel nostro spazio che ci siamo ritagliati a Spineto, mentre stiamo lavorando per allestire se possibile nel prossimo futuro delle manifestazioni in cui l’arco sia protagonista». Invece cosa attende Andrea nel prossimo futuro? «E’ un ragazzino che oltre all’arco pratica anche il nuoto, a Caluso, e che soprattutto studia, cosa che è fondamentale per il suo domani. Ama tirare, si diverte e quindi i quotidiani allenamenti che fa li svolge con i giusti stimoli. Cosa importante è che lo faccia senza pressioni e nel pieno rispetto della sua età. Naturalmente la speranza è che si tolga altre belle soddisfazioni, per esempio nei trofei all’aperto che si terranno in futuro. Ripeto, i risultati fanno piacere e non lo si può nascondere, ma credo che più importante siano la passione e la voglia di fare di un 13enne che deve vivere con la giusta spensieratezza ciò che fa».