La «Via di Annibale», Usseglio conquista anche l’estero: 260 runner al via
Una sfida internazionale
È stata un’edizione calda, spettacolare e sempre più internazionale quella de «La Via di Annibale», la maratona «terribile e magnifica», disputata sabato 1° agosto a Usseglio. Sono stati 260 i runner al via, arrivati da tutta Italia ma anche da Belgio, Olanda, Francia, Polonia e Romania. Inserita nel circuito ufficiale IUTA Italia e accreditata ITRA con punti validi per il ranking UTMB, la manifestazione – giunta alla sua nona edizione – mantiene una forte identità alpina, lontana dalle logiche dei grandi trail commerciali.
Tra ghiacciai e oltre 3.000 metri
La gara ha confermato tutta la sua durezza: i percorsi si sviluppano oltre i 3.000 metri di quota, tra nevai, pietraie, creste esposte e tratti classificati EE ed EEA. La prova principale, la Ultra skymarathon di 52 chilometri, ha raggiunto i 3.538 metri della vetta del Rocciamelone, con 4.250 metri di dislivello positivo. Gli atleti hanno attraversato anche il nevaio Bertà/Sabbione e il ghiacciaio del Rocciamelone, costantemente monitorati dai volontari. La skymarathon da 42 chilometri ha toccato invece Punta Costan, a 3.305 metri, mentre la skyrace da 24 chilometri ha seguito la storica decauville, attraversando le gallerie scavate nella roccia.
I vincitori
Sul fronte sportivo, la Ultra skymarathon da 52 km ha visto la vittoria di Lorenzo Rostagno, che ha chiuso in 7h27’ confermando la sua capacità sulle lunghe distanze alpine dopo il successo al Tour Trail Valle d’Aosta 2023. Alle sue spalle l’olandese Kevin Stroek, skyrunner e medico olandese, in qualità di allenatore certificato di corsa in montagna, ha fondato la Skyrunning Academy ed è inoltre un atleta della nazionale olandese di trail e skyrunning, in 8h05’, seguito da Luca Brambilla, specialista delle ultratrail, in 8h07’. Tra le donne, dominio di Cristina Vecco, già vincitrice del TOR130 nel 2025, che ha fermato il cronometro a 9h41’. Secondo posto per Denise Avalle (9h50’), valdostana e campionessa del Tour Trail Valle d’Aosta 2017, mentre il terzo gradino del podio è andato a Lisa Borzani, due volte regina del Tor des Géants, in 10h21’.
Nella skymarathon da 42 km si è imposto Andrea Negro, già vincitore dell’edizione 2025, con un tempo di 5h55’. Dietro di lui Denny Pungitore (6h50’) e Marco Alifredi (6h55’). La gara femminile ha visto il successo dell’olandese Rens Nijman, protagonista anche al Gran Trail Courmayeur 2026, che ha chiuso in 6h23’. Secondo posto per Anna Gili(7h51’), seguita da Francesca Togni (7h53’), reduce dal podio alla 100% Mojanchi Trail.
La skyrace da 24 km ha confermato il talento di Enrico Mensio, già vincitore nel 2025, che ha chiuso in 2h19’. Completano il podio Alberto Bressan (2h23’) e Daniele Carrera (2h23’). Tra le donne, vittoria di Silvia Noveri in 2h47’, davanti a Federica Spadafora (2h49’) e Giuliana Appendino (3h07’).
«Terribile, ma allo stesso tempo irresistibile»
A raccontare meglio lo spirito della manifestazione sono le parole dell’atleta polacco Cesar Osojca, alla sua prima esperienza a Usseglio:
«Ogni anno cerco gare ad alta quota con tanto dislivello, ma ce ne sono poche e la scelta è davvero limitata. Spesso il problema è arrivarci, perché si svolgono in luoghi difficili da raggiungere. Ho scoperto la Via di Annibale per caso su Facebook e, appena ho visto il tracciato, ho capito che dovevo partecipare. La vetta più alta a 3500 m, salite e discese durissime, chilometri di tracciato sopra i 3.000 metri: era esattamente il tipo di sfida che stavo cercando. Un rapido controllo dei collegamenti dalla Polonia a Torino e la decisione di partire è stata quasi automatica. Dopo molti mesi di allenamenti durissimi, arrivando a Usseglio qualche giorno prima della partenza ho avuto la sensazione di essere ai confini del mondo, circondato dalle imponenti montagne che dominano il paese da ogni lato. La straordinaria tranquillità del luogo e la cordialità delle persone che ho incontrato mi hanno confermato di aver fatto la scelta giusta. Una ricognizione di alcuni chilometri sul percorso mi ha mostrato il vero volto della Via di Annibale: salite ripidissime, discese tecniche, sentieri stretti ricoperti di pietre, immersi in un ambiente selvaggio e mozzafiato, ancora incontaminato, dove è la natura a dettare le regole. Un tracciato terribile, ma allo stesso tempo irresistibile che mi spingeva ad affrontarlo».
E sul tracciato spiega:
«Ci sono tratti talmente ripidi che bisogna aiutarsi anche con le mani per avanzare, discese altrettanto verticali ricoperte di pietre, dove un solo errore può avere conseguenze gravissime. A tutto questo si aggiungono le quote elevate che ti fanno letteralmente girare la testa, che mettono realmente alla prova, e i nevai sotto la cima del Rocciamelone. Non dimenticherò mai la discesa folle dalla Rocciamelone, dove l’adrenalina era così forte da farti dimenticare completamente la fatica della lunga e durissima salita precedente. È proprio per questo che la Via di Annibale è Terribile: chi decide di affrontarla deve essere consapevole di quanto sia una sfida enorme che lo aspetta. Ma è anche Magnifica, perché regala panorami che tolgono il fiato su montagne maestose, immersi nella grandiosità delle Alpi. Per me è più di una gara di skyrunning: è una corsa leggendaria, e sono profondamente onorato di avervi partecipato. La Via di Annibale affascina in ogni modo, anche perché ha conservato il suo carattere autentico, locale e semplice, offrendo in cambio molto più di tante grandi gare commerciali piene di sponsor e atleti d’élite. Potete essere davvero orgogliosi che una manifestazione così straordinaria si svolga sulle vostre montagne».
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