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Michele Cinotto alla Dakar, per la sesta volta il canavesano riesce nell’impresa e porta a termine la gara

In coppia con l’amico Fulvio Zini, a bordo della nuova versione del Polaris, l'imprenditore valperghese ha corso tutte e 9 le tappe.

Michele Cinotto alla Dakar, per la sesta volta il canavesano riesce nell’impresa e porta a termine la gara
Sport Alto Canavese, 06 Febbraio 2021 ore 16:19

Michele Cinotto alla Dakar, per la sesta volta il canavesano riesce nell’impresa di giungere al traguardo, nonostante alcuni problemi meccanici.

Michele Cinotto alla Dakar

Ancora una volta si è messo in gioco, vivendo la sua sesta «Dakar» con entusiasmo e grande professionalità. E anche se la sfortuna, sotto forma di alcuni problemi meccanici, gli ha impedito di arrivare sino in fondo Michele Cinotto si è comunque tolto delle belle soddisfazioni. Il 62enne imprenditore e pilota valperghese ha messo un altro tassello nel suo ricco curriculum, dopo aver partecipato all’edizione 2021 di quella che è una delle più importanti ed affascinanti gare «tout terrain».

9 tappe

In coppia con l’amico Fulvio Zini, a bordo della nuova versione del Polaris, Cinotto ha affrontato la kermesse svoltasi in Arabia Saudita consapevole che le incognite erano molte. Come anticipato, nonostante la corsa si sia interrotta nella nona delle 12 tappe previste, il bilancio è buono. Anche perché il rischio di non gareggiare, per colpa del Covid, è stato elevato.

Il racconto di Cinotto

«Sino all’ultimo non sapevamo se saremmo riusciti a presentarci al via – spiega Cinotto – perché l’Arabia, visto il propagarsi del virus, ha deciso di chiudere gli aeroporti. Sono stati organizzato dei voli   charter appositi, siamo stati sottoposti ad un tampone la settimana prima, un altro a 72 ore dalla partenza, quindi abbiamo osservato una “micro quarantena” di due giorni, infine abbiamo ancora fatto un altro tampone prima di prendere il via. Insomma, l’avvicinamento è stato complicato, ma vanno fatti i complimenti all’organizzazione (che è tra l’altro la stessa che cura il «Tour del France», ndr), che ha fatto tutto in maniera egregia». Superato la serie di controlli è stata finalmente l’ora di correre: «La fortuna possiamo dire che non è stata dalla nostra parte. Il mezzo che abbiamo portato in gara era sostanzialmente tutto nuovo e personalmente ho seguito l’evoluzione, eseguendo anche dei test in Francia e in Tunisia prima della corsa. Perciò l’obiettivo era di cercare di rientrare nei primi 10, ma soprattutto avere indicazioni ulteriori sulle qualità del Polaris». Nella prima tappa un braccio della sospensione ha ceduto, quindi nel quarto giorno di competizione si è rotto il motore. «Lo abbiamo sostituito e siamo rientrati in corsa, anche se in una classifica speciale. Abbiamo proseguito sino alla nona tappa, però qui ancora una volta ci ha tradito il motore. Peccato, ma comunque delle indicazioni importanti le abbiamo portate a casa». Cinotto riflette sulla esperienza umana che ha vissuto: «E’ stata bella, nonostante tutto quello che attualmente il mondo sta vivendo. Non posso nascondere che mentre eravamo là e correvamo ci siamo per un attimo “dimenticati” di ciò che stava sconvolgendo il mondo, ritornando alla “normalità” solo quando ci siamo apprestati nel tornare a casa». Il pilota canavesano racconta qualche aneddoto del suo viaggio alla «Dakar»: «Beh, vista la situazione dovuta alla pandemia per la prima volta ho viaggiato e vissuto in camper, esperienza che non avevo sino ad ora mai fatto. Poi, dopo il ritiro, posso dire che insieme a Fulvio ed all’altro amico ed assistente Maurizio Dominella ci siamo letteralmente ritrovati a fare i “turisti”, in attesa che la carovana tutta rientrasse alla base». Archiviata l’edizione 2021, un pensiero già corre a quella del prossimo anno… «Diciamo che mi piacerebbe ripresentarmi al via, anche perché dopo 10 partecipazioni si entra nella graduatoria dei “Legend” ed io al momento sono a quota 6… A parte le battute, prima di tutto bisognerà capire come il mondo riuscirà ad uscire da questo momento così complicato. Se le circostanze saranno favorevoli, allora faremo tutte le valutazioni del caso».

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