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Nel “derby delle bocce” è la BRB Ivrea ad avere la meglio

Contro la Perosina, la vittoria all’ultima boccia, a tempo ampiamente scaduto, per merito di Lele Ferrero, l’asso di Envie con un accosto da “dieci e lode”

Nel “derby delle bocce” è la BRB Ivrea ad avere la meglio

Grande spettacolo e grande equilibrio fino al termine, come da pronostico e visti gli alti valori tecnici in campo, nella finalissima dello scudetto 2026 del volo. Di fronte, nel “derby d’Italia” delle bocce, le furie rosse della BRB Ivrea e la Perosina, sodalizio della Val Chisone, due società che hanno scritto la loro storia a caratteri cubitali nell’albo d’oro delle principali manifestazioni e, a squadre, con la conquista di scudetti e coppe europee (direttore d’incontro Andrea Lombardi). L’ha spuntata la BRB, all’ultima boccia, a tempo ampiamente scaduto, per merito di Lele Ferrero, l’asso di Envie con un accosto da “dieci e lode”. Difficile descrivere il pathos che aleggiava al bocciodromo di Aosta, tra silenzi “assordanti” ed urla di gioia sulle giocate da manuale dei protagonisti. Primo turno favorevole alla Perosina grazie a Mana (29 a 28 nei confronti di Graziano nel combinato); in parità le altre tre partite tradizionali: 6 pari di Deregibus-Grattapaglia contro Feruglio-Kozjek, identico risultato di Grosso opposto a Janzic nell’individuale, 4 a 4 invece per le terne Ferrero-Nari-Cavagnaro e Collet-Longo-Melignano.

Equilibrio anche nella fase centrale dell’incontro
dedicata ai tiri tecnici e veloci

Successo BRB Ivrea con Grosso su Kozjek 20 a 18 nel precisione e di Golfetto nel progressivo contro Brnic 46/49 contro i 44/49 del croato. Per La Perosina vittorie firmate da Janzic (16 a 13 contro Graziano) e per il tandem Verganti-Mana nella staffetta 53/60 di un solo bersaglio colpito in più contro i 52/60 di Golfetto-Ferrero. Così si è arrivati all’epilogo finale che ha tenuto con il fiato sospeso il gran numero di appassionati accorsi ad Aosta o che hanno seguito le fasi del match sulla televisione federale.

Boccia su boccia si è arrivati al suono della sirena
dell’ultimo turno tradizionale.

Primo a concludere Grattapaglia 10 a 5 contro Janzic nell’individuale, seguito da Graziano contro Mana 7 pari, pallino di Grosso 11 a 11 con Grosso-Deregibis opposti a Feruglio Carrera. L’ultimo match a coppie, con il parziale dell’intero incontro in parità 11 a 11, si chiude all’ultima boccia. Sul 3 a 3 a decidere sono le ultime due bocce: accosto Ferrero, Melignano si consulta con la panchina ma allarga troppo l’accosto, si ripete e prende imballato. Due bocce per Ferrero che prende subito il punto e conquista lo scudetto. Poi l’apoteosi.