Liceo Faccio riuscito convegno su leggi razziali e nuove forme di razzismo

I relatori dell'interessante iniziativa ospitata al Martinetti sono stati il professor Attilio Perotti e l’antropologo Marco Aime.

Liceo Faccio riuscito convegno su leggi razziali e nuove forme di razzismo
Rivarolo, 09 Aprile 2018 ore 15:25

Liceo Faccio di Castellamonte e l'Anpi della città della ceramica, in collaborazione con il Comune, hanno realizzato al Martinetti un riuscito convegno tra storia e attualità sulle "leggi razziali del Fascismo e le nuove forme di razzismo in Italia".

Liceo Faccio e Anpi insieme

Le classi quarte e quinte del Liceo Faccio hanno partecipato nei giorni scorsi alla conferenza «Le leggi razziali del fascismo e le nuove forme di razzismo in Italia». L'evento si è quidi tenuto al Salone Martinetti, alla presenza del sindaco, Pasquale Mazza, e di assessori e consiglieri comunali. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Anpi di Castellamonte. Ad 80 anni dall'entrata in vigore delle leggi razziali del Fascismo, i relatori della riuscita conferenza, il professor Attilio Perotti e l’antropologo Marco Aime, hanno saputo condurre gli studenti attraverso le principali tappe storiche del razzismo.

Viaggio nella storia

Attilio Perotti ha infatti colpito e calamitato l’attenzione degli studenti del Liceo Faccio, portandoli idealmente in un viaggio a ritroso nel tempo. Un salto temporale tra il quinquennio precedente all’introduzione delle leggi razziali nel nostro Paese (1938) e nei 5 anni successivi. E’ stato quindi un interessante tuffo nel passato alla riscoperta di grandi uomini, come Jesse Owens, Arpad Weisz e Adriano Olivetti. Per concludere la lectio magistralis con un po’ della storia locale e castellamontese di quegli anni.

Oltre gli stereotipi

Davanti alla folta platea di studenti del Liceo Faccio, Marco Aime invece ha declinato “razzismo” e “discriminazione” dal punto di vista scientifico. A cominciare dalla «limpieza de sangre» sviluppatasi in Spagna alla fine del Quattrocento. Entrambi i puntuali e appassionati interventi hanno quindi reso ancora una volta evidente come, sia dal punto di vista scientifico che culturale, le razze umane non esistano. E quindi come sia importante rispettare gli altri, andare oltre gli stereotipi e «non obbligare le persone ad essere quello che noi immaginiamo siano».

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