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100 anni del Parco Nazionale Gran Paradiso

Al Castello di Sarre (AO) l’evento culmine del calendario delle celebrazioni del Centenario del Parco Nazionale Gran Paradiso alla presenza del Ministro dell’Ambiente

100 anni del Parco Nazionale Gran Paradiso
Attualità Ivrea, 04 Dicembre 2022 ore 16:40

100 anni del Parco Nazionale Gran Paradiso

100 anni e 100 ancora

Il 3 dicembre 2022 si è tenuto l’appuntamento conclusivo delle celebrazioni del Centenario del Parco Nazionale Gran Paradiso. L’evento ha avuto luogo al Castello di Sarre (AO) alla presenza dell’On. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, e di numerosi amministratori e rappresentanti delle istituzioni del territorio dell’area protetta.

Dopo un anno intenso durante il quale si sono susseguiti numerosi eventi che hanno messo sotto i riflettori internazionali il territorio del Parco, a Sarre, luogo che ha una forte connessione storica con l’area protetta, si è cercato un momento per fare il punto sulle celebrazioni del Centenario, ma anche dello stato di salute attuale delle aree protette in Italia, del clima e delle prospettive future legate a questi temi.

Gli interventi

Il Direttore del Parco, Bruno Bassano, ha esposto gli impatti visibili e invisibili del cambiamento climatico sulla conservazione delle specie alpine, seguito da Luciano Sammarone (Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise) che ha raccontato quali siano oggi i problemi per il futuro della conservazione dell'area protetta e delle sue specie simbolo. Xavier Eudes, Direttore del Parco francese della Vanoise, gemellato col Gran Paradiso, ha poi parlato dell’importanza della collaborazione trans-frontaliera per il monitoraggio dei cambiamenti in ambiente alpino. Si è infine parlato di big data a supporto delle strategie di gestione del turismo nelle aree protette con l’intervento di Glauco Mantegari dell’Università di Milano.

Italo Cerise, Commissario Straordinario del Parco: “Questo evento conclusivo del centenario è una ulteriore occasione non solo per celebrare l’istituzione del primo Parco nazionale italiano con i suoi valori legati alla conservazione della straordinaria biodiversità che possiede, ma anche per la conoscenza del suo territorio e della comunità umana che lo popola. Vogliamo evidenziare in particolare quello che il Parco è diventato in un secolo di vita e come la sua azione, soprattutto in questi ultimi anni, abbia inciso positivamente nello sviluppo sostenibile del suo territorio grazie all’ampia rete di relazioni attivate con gli  Enti Locali, le associazioni e i portatori di interesse. Un territorio che oggi mette a frutto i sacrifici e le difficoltà vissute nei decenni precedenti per la conservazione del suo patrimonio naturale, base della sua offerta turistica. Il centenario ci lascia in dote questo messaggio forte di coesione tra il Parco e la sua Comunità. Le sfide che attendono il Parco nel prossimo futuro riguardano il difficile compito di preservare le peculiarità di questo patrimonio naturale minacciato dai cambiamenti in atto e contestualmente di promuovere politiche innovative e consapevoli a favore dello sviluppo locale”.

Erik Lavevaz, presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta e Assessore ad interim all'Ambiente, Trasporti e Mobilità sostenibile: “Non è retorica dire che il Parco Nazionale del Gran Paradiso è parte integrante dell’identità della Valle d’Aosta. L’evoluzione di quest’area protetta così monumentale ha accompagnato la trasformazione della nostra regione, che insieme al Parco è diventata consapevole delle proprie ricchezze e della propria missione: quella di abitare un territorio meraviglioso e che necessita attenzione, armonizzando le attività dell’uomo e i ritmi della natura. L’intuizione che ha fatto nascere il Parco, un secolo fa, è capace ancora oggi di essere un punto di riferimento: ci indica la necessità di ascoltare il nostro territorio e di accogliere le sue sfide, senza paura di esserne protagonisti. La storia del Parco è la nostra, e le sue energie sono preziose per costruire insieme un futuro fatto di tutela, ricerca e appartenenza”.

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