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azione legale

Abuso edilizio, il Comune di Leini si costituisce parte civile nel processo contro i nomadi

Il sindaco Pittalis: «Necessario intervenire per la tutela ambientale della nostra città»

Abuso edilizio, il Comune di Leini si costituisce parte civile nel processo contro i nomadi
Attualità Leini, 31 Dicembre 2022 ore 05:11

Abuso edilizio, il Comune di Leini si costituisce parte civile nel processo contro i nomadi.

Abuso edilizio

«Invadere un terreno agricolo e costruirci sopra, senza autorizzazione alcuna, degli edifici abusivi è ben diverso che compiere per errore o per incompetenza un abuso edilizio in un immobile già esistente. Entrambi sono giustamente perseguiti dalla legge ma la gravità del primo è ben superiore agli altri. Per questa ragione ritengo necessario dare un segnale chiaro mettendo un punto affinché interventi di questo genere non avvengano più. Ecco perché abbiamo deciso di costituirci parte civile nel procedimento già avviato nei confronti di chi ha eretto degli immobili sul nostro territorio senza i permessi necessari. La gravità del fatto meritava la nostra attenzione e di tutti coloro che ritengono importante la tutela ambientale della nostra città». È con queste motivazioni che il sindaco Renato Pittalis ha deciso di conferire all’avvocato Giulio Calosso (già impegnato nel rappresentare il comune di Leini nel processo Minotauro) di costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato nei confronti di alcuni componenti di famiglie nomadi che hanno creato un accampamento, con tanto di edifici, nella zona di via Fornacino, lontano dalla strada principale ma non distante da zone residenziali proprie.

Procedimento penale

Abuso che era stato rilevato dagli uffici comunali e per il quale è già stato avviato un procedimento penale nei confronti degli autori. «Oltre all’abuso edilizio – continua il primo cittadino – erigere delle costruzioni in un’area agricola è un danno di tipo ambientale significativo. E non solo: oltre a ciò c’è un rischio aggiuntivo che non è per nulla da sottovalutare ossia che nessuno, al termine del processo, effettui il ripristino della situazione pre-insediamento. Se non agissimo con l’azione di costituzione di parte civile rischieremmo, in futuro, di trovarci non solo col danno ma anche con la beffa di dover affrontare il costo di ripulire quell’area e di dover smaltire tutto ciò che è stato lasciato. Costi che non è giusto che vengano accollati alla comunità».

La spesa

L’investimento massimo di spesa legale che il comune dovrà affrontare nella costituzione di parte civile sarà circa 4.500 euro, che potrà essere recuperato in caso di vittoria dell’azione legale.

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