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Area Ribes, per il Pd è il sito più adatto al nuovo ospedale

Bonomo: "Palazzo Uffici di Ivrea e l’area ex Montefibre non sono adatti"

Area Ribes, per il Pd è il sito più adatto al nuovo ospedale
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Area Ribes, per il Pd è il sito più adatto al nuovo ospedale di Ivrea.

Area Ribes

Per realizzare il nuovo ospedale di Ivrea  c’è bisogno di trovare un sito idoneo, in una posizione baricentrica come è l’area Ribes, ovvero l’estesa area posta in prossimità del casello autostradale di Ivrea. Non ha dubbi la deputata canavesana del Partito Democratico, Francesca Bonomo, che torna sulla questione del nuovo ospedale del Canavese. «L’obiettivo è realizzare finalmente una struttura – prosegue la parlamentare di Barbania – che, servendo sia l’Eporediese sia il Canavese Occidentale ed anche la bassa Valle d’Aosta, cioè in totale fino a 200mila abitanti, possa essere all’avanguardia, per l’ampia casistica seguita e la necessaria dotazione tecnologica».

Nuovo ospedale di Ivrea

Secondo Bonomo, un tale ospedale, costruito seguendo un ampio sviluppo orizzontale e con moduli espandibili per ospitare le nuove tecnologie, ma anche segmentabili per avere percorsi di accesso multipli in condizioni di non escludibile nuova emergenza pandemica, sarebbe così pure facilmente collegato con altre strutture territoriali dell’Asl o anche di livello superiore a Torino, come per le emergenze neurochirurgiche. Questa ampia operatività farebbe salire il livello dell’assistenza specialistica offerta dall’Eporediese, ma si connetterebbe meglio alle esigenze sia della città sia dei territori più lontani. Verrebbe infatti generato un richiamo qualitativamente elevato per i pazienti e le strutture di accoglienza per i familiari ed il personale che si riverberebbe sulla vicina città (ad esempio con strutture didattiche, come già si svolgono presso l’attuale scuola infermieri di livello universitario, corsi di formazione medica, alberghi e servizi di ristorazione, uffici direttivi sanitari, servizi informatici...).

L'ultima parola alla Regione

Bonomo chiede chiarezza all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, sul futuro nosocomio dell’Asl To4, inserito in una ampia visione del potenziale sviluppo canavesano. «In questi mesi il territorio ha avanzato diverse proposte - continua la parlamentare del Pd - e la Regione si è presa del tempo per le valutazioni tecniche del caso. queste, però, dove sono?  Non c’è tempo da perdere, in ballo c’è la salute dei cittadini. La nuova struttura deve rispettare i nuovi requisiti tecnici oggi indispensabili, tenendo anche conto delle esigenze che sono cambiate dopo questa lunga emergenza sanitaria. gli edifici di una volta, su più livelli, non sono più funzionali e sicuri. è importante trovare un sito che possa ospitare un ospedale sviluppato su un unico piano, ampliabile anche in futuro, con lo spazio necessario per l’atterraggio dell’elisoccorso e anche per un parcheggio che dovrà ospitare le auto di chi arriva da tutto il Canavese. Il Palazzo Uffici di Ivrea e l’area ex Montefibre non sono adatti ad ospitare un ospedale e ora sembra confermato anche dallo studio tecnico fatto. Compito della politica non è quello di piegare le ragioni tecniche a quelle della politica di breve periodo, ma trovare una giusta mediazione tra interessi contrapposti costruendo una pianificazione volta al futuro ma anche sostenibile. Nel Palazzo Uffici, ad esempio, potrebbero trovare posto gli uffici amministrativi dell’Asl che ora risultano sparsi in maniera disorganica. Mentre la zona ex Montefibre potrebbe essere maggiormente adatta ad ubicare la cittadella giudiziaria e diventare un importante centro servizi. Siamo perciò pronti a sederci attorno ad un tavolo per poter trovare la miglior soluzione possibile, senza però più perdere tempo».

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