Attualità
Crisi

Caro bollette buste paga più povere e disoccupazione

La denuncia dei sindacati Fim e Cisl di Torino e Canavese

Caro bollette buste paga più povere e disoccupazione
Attualità Torino, 12 Febbraio 2022 ore 12:22

Caro bollette buste paga più povere e disoccupazione.

Caro bollette

Il caro bollette incide anche sulla   disoccupazione, mentre le buste paga con l'annullamento del Bonus Renzi diventano più povere. Lo denunciano i sindacati Fim e Cisl di Torino e Canavese in una nota stampa. "Da settimane ormai, abbiamo incaricato i nostri delegati sindacali ad approfondire con le rispettive aziende su il tema.  Abbiamo quindi raccolto un quadro di dettaglio che conferma la grande e generale preoccupazione legata a questo tema, in aggiunta sono emersi risvolti che rischiano di impattare gravemente sul nostro territorio. I futuri investimenti e quindi il mantenimento dei volumi occupazionali".

I rincari

La Società a responsabilità limitata che utilizza forni di ricottura e quindi necessità di energia costante, ha registrato una bolletta di euro 24.027,98 nel luglio 2021 contro un importo di ben 94.682,28 euro nel febbraio 2022 (+ 294,05%). I due mesi a confronto risentono anche del consumo legato alla stagionalità. Ovviamente la proprietà ha già annunciato che se si protrarrà a lungo questa situazione richiamerà al tavolo i sindacati per affrontare il tema in maniera drastica. La multinazionale ha dimensioni e struttura finanziaria differente, tuttavia per la prima volta nella sua storia italiana e torinese, il costo delle utilities è più alto del costo del lavoro, da sempre la voce più onerosa a bilancio. Dati alla mano, i costi di luce e gas sono tra le 4-6 volte superiori al 2021, in un solo mese del 2022 si è pagato come tutto il 2020 in utenze.

Il costo del lavoro

E' stato superato di oltre 7 punti percentuali dal caro bollette. Nel 2020 era di 3 punti percentuali sotto. "Se i costi aumentano, le persone perdono potere di acquisto e l’azione sindacale perde efficacia nell’ottenere aumenti salariali adeguati, le aziende si ritirano perché vanno fuori mercato e gli investimenti vengono rimandati o si fanno in altre nazioni con meno problemi energetici. Apprendiamo che il premier Draghi svelerà nei prossimi giorni un intervento corposo per famiglie e imprese. Il nostro appello e che faccia presto e con misure ingenti almeno fino a quando la situazione economica e internazionale non sarà rientrata negli standard pre crisi", concludono i sindacati.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter