UNA VITTORIA PER IL TERRITORIO

Centrale a biometano a Caluso: progetto bocciato

Molti i sindaci del territorio che avevano presentato la loro contrarietà all'opera.

Centrale a biometano a Caluso: progetto bocciato
Attualità Alto Canavese, 02 Luglio 2021 ore 06:42

Città Metropolitana di Torino, ieri, giovedì 1 luglio, si è riunita e ha bocciato il progetto per realizzare un impianto a biometano a Caluso.

Centrale a biometano a Caluso

Nella conferenza dei servizi di ieri, giovedì 1 luglio 2021, la Città Metropolitana di Torino ha bocciato il progetto che prevedeva la realizzazione di un impianto a biometano sul territorio di Caluso a pochi chilometri da Mazzè, Rondissone e delle frazioni di Boschetto e  Mandria di Chivasso. Lo riportano i colleghi di Prima Chivasso.

Il progetto aveva suscitato malumori sul territorio

In seguito alla presentazione del progetto da parte della Società Agricola srl di Bovolone (Varese) nell’area su cui sorgeva l’Edilias S.p.A, erano state numerose le riunioni informative da parte di amministratori comunali e semplici cittadini che non accettavano il fatto che un impianto simile potesse sorgere in quell'area. Molti i sindaci del territorio che avevano presentato la loro contrarietà all'opera. Tra coloro che si erano opposti c'era anche Renato Cambursano, ex-primo cittadino di Chivasso da sempre molto attento al territorio del Chivassese.

Il commento degli ambientalisti

«Non siamo d’accordo con il progetto di realizzare la centrale a biogas - perché queste centrali non portano alcun beneficio anzi sono insalubri. Hanno un impatto devastante sul territorio e considerando che la provincia di Torino è uno dei luoghi tra i più inquinati d’Europa perché costruire un’altra centrale qui. Città Metropolitana e i sindaci dei paesi limitrofi all’area in questione devono tenere conto che attualmente il progetto dell’impianto per la produzione di biometano e compost è oggetto di un ricorso al Consiglio di Stato. Qualora Ferplan e Città Metropolitana dovessero vincere il ricorso allora l’impianto verrebbe realizzato lungo strada Mandria a Rondissone quindi, a distanza di pochi chilometri sorgerebbero due centrali simili. I sindaci dei Comuni interessati devono opporsi in quanto occorre ragionare tenendo conto della situazione nel suo complesso e occorre considerare l’impatto cumulativo». - Era stato questo il commento degli ambientalisti il giorno dopo la presentazione del progetto ed erano seguiti incontri sulla questione.