Attualità
I racconti

Guerra in Ucraina, la testimonianza da Leopoli

"Stop the War - Facciamo la pace"

Guerra in Ucraina, la testimonianza da Leopoli
Attualità Ivrea, 17 Aprile 2022 ore 13:32

Guerra in Ucraina, la testimonianza da Leopoli raccontata durante una serata a Ivrea.

Guerra in Ucraina

Il racconto di un viaggio al confine di guerra in Ucraina, avvenuto nei primi giorni di aprile e seguendo la carovana  "Stop the War - Facciamo la pace", diretta a Leopoli per
portare aiuti umanitari, è stato reso noto dai suoi partecipanti, i volontari delle associazioni Acmos, Mir e Centro Studi Sereno Regis di Torino, mercoledì scorso allo Zac di Ivrea. Una manifestazione di solidarietà con le vittime della guerra e soprattutto un appello alla pace nel paese devastato dalla tragedia in corso: questo l’intento di ben 159 associazioni.

Le associazioni in prima linea

Tra i gruppi: Comunità Papa Giovanni XXIII, capofila del progetto, Rete Pace e Disarmo, Libera, Pax Christi, CGIL, i Focolari, Avis, Legambiente, Mir, Acmos e Centro Studi Sereno Regis. Il diario del viaggio è stato narrato da Gianni D'Elia, referente del Centro Studi Sereno Regis, tra la decina di volontari partiti dal capoluogo piemontese, insieme a Fabio Nicola, referente di Acmos. “La colonna era composta di 65 mezzi provenienti da tutta Italia, con 221 volontari partecipanti, e ha percorso, in soli 4 giorni, ben 3 mila e 800 chilometri, per portare a Leopoli 32 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui cibo e prodotti igienico-sanitari. Abbiamo provveduto anche all’evacuazione di 300 profughi, 16 dei quali portati a Torino”.

Gli aiuti a Leopoli

Grazie alla Caritas di Leopoli si è potuto concertare al meglio la rete con le associazioni locali che ha contribuito al buon esito dell'iniziativa umanitaria, che non è stata priva di momenti drammatici. “Dopo aver scaricato il materiale - ha riferito Nicola - ci siamo recati a una conferenza stampa, presenti l'ambasciatore italiano in Ucraina, il sindaco e il vescovo della città. All’improvviso il suono delle sirene d'allarme ci ha costretto ha rifugiarci all'interno della stazione, dove abbiamo assistito a scene terribili: donne con bambini spaventati, animali domestici al seguito e mucchi di zaini e valigie. Cessato l'allarme, la giornata è terminata con una marcia per la pace". Il convoglio piemontese ha
riportato a nel capoluogo piemontese 16 soggetti fragili, soprattutto bambini e persone disabili, sottratte alla violenza della guerra e affidati al Centro Accoglienza di Beinasco e ai volontari della Protezione Civile, che si sono adoperati per trovare loro una sistemazione. Un’iniziativa organizzata in tempi record e che sarà a breve seguita da altre attività analoghe, come ha precisato Pierangelo Monti, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione.

I commenti

"Se la priorità è portare immediato soccorso alla popolazione colpita da questa tragedia, il nostro obiettivo è quello di fornire loro strumenti per una difesa civile non armata e non violenta, che offra un'alternativa alla follia della guerra”. Viene dunque proposta una neutralità attiva con l'impegno a coinvolgere la società civile nelle decisioni sulle possibili vie d'uscita. “Quella che si sta combattendo in Ucraina non è un conflitto di popoli - ha continuato Monti - bensì una guerra tra i capi, condotta attraverso la propaganda. Noi cercheremo di rompere questo circolo vizioso con cultura e azioni di pace che favoriscano il disarmo e l'amicizia tra le parti. In quest'ottica, sosteniamo un momento di riflessione per comprendere gli errori fatti e affrontare la situazione con nuove modalità, per poi giungere a trattative reali e accordi di pace" Il vero significato di questo viaggio? “Portare un abbraccio simbolico e far sentire la nostra vicinanza ai volontari che operano sul campo", ha rimarcato ancora Nicola.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter