Polemiche

Nuovo ospedale, è bagarre politica

Polemiche su Leone e Fava: perché non sono usciti dall'aula?

Nuovo ospedale, è bagarre politica
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Nuovo ospedale a Ivrea, è bagarre politica il giorno dopo il voto in Consiglio regionale.

Nuovo ospedale

Sul nuovo ospedale a Ivrea, anziché nell'area Ribes a Pavone, si è scatenata la bagarre politica sul voto martedì, 1 agosto, in Consiglio regionale. I gruppo politici, tanto in maggioranza quanto in opposizione, si sono di fatto spaccati. Il territorio, all'assemblea dei sindaci dell'Asl To4, aveva votato la ex Montefibre a larga maggioranza: contrari solo gli amministratori, e nemmeno tutti, dell'area omogenea dell'Alto Canavese, guidati da Alberto Rostagno.

La votazione martedì

Per un totale di 25 voti, ossia il minimo legale, rappresentato dalla Maggioranza, hanno votato a favore per lo più Lega e Forza Italia: Allasia, Graglia, Gavazza, Mosca, Tronzano, Icardi, Cirio, Carosso, Caucino, Dago, Perugini, Marin, Cane, Nicotra, Poggio, Preioni, Cerutti, Zambaia, Gagliasso, Stecco, Demarchi e Biletta. Astenuto  Ricca, mentre contrati  Fava e Leone, l'uno ex Lega poi passato in Forza Italia, l'altro Lega. Non hanno partecipato al voto i consiglieri di FdI, usciti dall'Aula.

Polemiche su Fava e Leone

Secondo l'analisi di alcuni amministratori locali, i due consiglieri regionali di Maggioranza, Leone e Fava,   hanno però messo in scena un teatrino durante la votazione dell'ubicazione del nuovo ospedale dell’Asl To4. Uno si è dichiarato un paladino del territorio, l’altro addirittura per questo eroismo ha messo in dubbio la sua ricandidatura nella prossima tornata elettorale. "Un bluff" secondo i rumors raccolti il giorno dopo le votazioni.

Il numero legale

Ai due consiglieri infatti bastava scollegarsi dal sistema di votazione, alzarsi, allontanarsi dall’Aula e far mancare il numero legale e rinviando la discussione con un nulla di fatto per ulteriori verifiche e contrattazioni future: "Uno spettacolo a uso e consumo dell’elettorato o peggio ancora, sono in buona fede e in 4 anni non hanno capito  come funziona una votazione nell’assemblea dove siedono?".

Altre accuse

Sotto accusa era già finito il consigliere regionale  Cane, che però martedì è rimasto coerente a votare in aula a favore la delibera della sua Giunta. Per chi lo sta accusando in questi giorni di non aver difeso alcuni territori,  il suo "sì" in sostanza vale quanto il "no" di Leone e Fava,  paladini dell'Alto Canavese; che non uscendo hanno mantenuto il numero legale, ottenendo   la stessa valenza a favore della delibera.

I destini di Cuorgnè e Castellamonte

Alle sceneggiate politiche, sostanzialmente espressioni della solita demagogia e del parlagire, forse andrebbero contrapposte azioni più concrete. Perché si è di fronte a slogan che non coincidono poi con i fatti. Un esempio costruttivo? Perché non difendere con altrettanto trasporto  il presidio di Cuorgnè? Affinché non venga privatizzato, ma funzioni come Pronto soccorso di montagna. E perché non difendere anche Castellamonte? Come luogo di degenza e riabilitazione. Come, peraltro, anche indicato nel Piano sanitario regionale. Forse due temi più concreti anche per la prossima campagna elettorale delle Regionali 2024. E, forse, più spendibili nelle inevitabili azioni diplomatiche politiche che, la storia insegna, non si realizzano tramite scontri, bensì attraverso compromessi. Diversamente non si otterrà nulla, per nessun territorio, continuando a perseverare nel solito "retaggio medievale" quando il Canavese era ancora diviso in feudi.

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