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PANDEMIA

Piemonte fra prime regioni per uso pillola anticovid

144 trattamenti in una settimana.

Piemonte fra prime regioni per uso pillola anticovid
Attualità Torino, 27 Gennaio 2022 ore 01:24

Le pillole anti covid, di recente introdotte sul mercato, sono molto utilizzate in Piemonte. A riferirlo è il presidente della regione Alberto Cirio.

Così il presidente Cirio

"Con 144 trattamenti nell'ultima settimana il Piemonte si posiziona tra le prime tre regioni italiane per utilizzo della terapia".

Ad annunciarlo, su Facebook, il presidente della Regione, Alberto Cirio, in riferimento all'utilizzo della nuova pillola anti Covid.

"Una terapia in cui abbiamo creduto fin dall'inizio - afferma - e che dimostra l'impegno costante della nostra regione nel cercare e utilizzate ogni arma a disposizione nella lotta contro il Coronavirus".

Molnupiravir: il farmaco in sintesi

Il farmaco è il Molnupiravir della Merck. Approvato il 22 dicembre 2021 dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il nuovo farmaco antivirale contro il Covid-19 (il cui nome commerciale è Lagevrio) impedisce al virus di moltiplicarsi all’interno dell’organismo della persona contagiata. Può risultare utile per quelle categorie di persone che non possono essere vaccinate o che non rispondono bene all'immunizzazione, ma non esclude né sostituisce la vaccinazione, che invece agisce sul sistema immunitario rendendolo in grado di difendersi in modo autonomo dalle forme più gravi dell’infezione virale.

È destinato a soggetti con malattia lieve-moderata, che presentano almeno un fattore di rischio associato all'evoluzione verso forme severe di Covid-19. Se assunto in tempi brevi (entro i primi cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi) serve a prevenire oltre il 30 per cento dei casi gravi - e quindi dei ricoveri - tra coloro che risultano positivi al virus. Il trattamento farmacologico ha un’efficacia relativa e una durata d’azione limitata nel tempo (in pochi giorni viene metabolizzato e scompare dall'organismo).

La prescrizione può essere effettuata solo dagli infettivologi o medici riconosciuti e abilitati dalla Regione cui seguirà la distribuzione del farmaco all’unità operativa o al paziente (solo in caso di cure domiciliari), disponibile solo presso la farmacia ospedaliera.

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