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Pistacchio di Bronte, lo smeraldo della Sicilia

Frutto dal colore verde/violaceo, il pistacchio di Bronte vanta una storia millenaria. Vediamo perché viene definito lo smeraldo della Sicilia e alcune sue peculiarità.

Pistacchio di Bronte, lo smeraldo della Sicilia
Attualità 22 Gennaio 2022 ore 06:57

Frutto che vanta una storia antica di millenni, il pistacchio di Bronte D.O.P. era già conosciuto da babilonesi e assisi. L’albero da cui nascono questi frutti ha una forma contorta ed è caratterizzato da una corteccia rossastra in gioventù. Colore, che man mano che l’albero cresce prende i toni del grigio.

Il pistacchio è un frutto originario del Medio Oriente, ma cresce spontaneo anche in California e Cina. In tutto il mondo, la varietà che viene riconosciuta come tra le più pregiate è quella di Bronte. Varietà che cresce in un piccolo comune siciliano che si trova alle pendici dell’Etna.

Le caratteristiche del Pistacchio di Bronte

Il frutto che si ottiene dalle piante di pistacchio ha un sapore delicato, molto profumato e in grado di trasferire tutto il suo aroma nei piatti dove viene utilizzato come ingrediente. Si differenzia notevolmente dalle altre tipologie di pistacchio comuni per queste e altre caratteristiche.

Il consorzio del pistacchio di Bronte D.O.P.

Per proteggersi, e garantire gli acquirenti al momento dell’acquisto, il consorzio di produzione del Pistacchio di Bronte è riuscito ad ottenere il riconoscimento internazionale D.O.P..

La Denominazione di Origine Protetta del Pistacchio di Bronte si applica a tutte le coltivazioni di pistacchio che sono coltivate in un’altezza compresa tra i 300 e i 900 metri sul livello del mare. Coltivazioni che sorgono all’interno dei comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla.

Le caratteristiche del territorio, un ambiente dalle temperature non troppo alte e con un terriccio asciutto ma ricco di nutrimenti, hanno permesso a questa particolare variante di pistacchio di crescere in maniera rigogliosa.

La conservazione del pistacchio di Bronte è molto particolare, poiché si tratta di un alimento che si può conservare solo quando mantiene il suo guscio. Una volta che il pistacchio è “pelato” è bene utilizzarlo nel più breve tempo possibile, o al massimo in una settimana.

Curiosità sul pistacchio di Bronte

Ogni anno, nella zona del consorzio del pistacchio di Bronte si raccolgono circa 30 milioni di quintali di pistacchi. Quantità che permette a questa piccola zona dell’Italia di produrre circa l’1% della produzione mondiale di pistacchi. Circa l’80% della produzione viene esportato in Francia, Svizzera, Germania, USA e Giappone. Il restante è riservato alle pasticcerie e aziende italiane che trasformano questo frutto in prodotti di altissima qualità. Prodotti che includono realizzazioni dolciarie, gelati e creme spalmabili.

Questa variante di pistacchio contiene al suo interno una buona quantità di vitamine, di sali minerali e acidi grassi insaturi. Oltre ad essere utilizzato per la realizzazione di prodotti dolciari, è ideale come snack energetico o come aggiunta alle insalate o alle macedonie estive.

In tutta la Sicilia, il pistacchio di Bronte è uno degli ingredienti più utilizzati per andare a rendere i cannoli siciliani e il gelato ancora più buoni. I turisti che si trovano a visitare questa regione, trovano il sapore del vero pistacchio di Bronte D.O.P. una delle delizie più buone tra quelle che si trovano in questa regione.

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