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Rivarolo Canavese

Un gruppo immobiliare in gioco per riqualificare l'ospedale di Rivarolo

L’imprenditore rivarolese disposto ad acquistare la struttura dall’Asl e di lasciarne una parte (600 mq) al Comune per la biblioteca.

Un gruppo immobiliare in gioco per riqualificare l'ospedale di Rivarolo
Attualità Rivarolo, 24 Gennaio 2022 ore 06:31

Un gruppo immobiliare in gioco per riqualificare l'ospedale di Rivarolo, l’imprenditore rivarolese disposto ad acquistare la struttura dall’Asl e di lasciarne una parte (600 mq) al Comune per la biblioteca.

Un gruppo immobiliare in gioco per riqualificare l'ospedale di Rivarolo

Ora, ecco spuntare una soluzione per riportare al suo antico splendore quello che fu il nosocomio della città.
L’ha prospettato un imprenditore rivarolese che ha già presentato il suo progetto al sindaco Alberto Rostagno e, in queste ore, anche al direttore generale dell’Asl To4, Stefano Scarpetta.
Incontriamo il rappresentante del Gruppo che vuole investire sulla città nel suo studio; ci chiede, per ora, visto che la trattativa è ancora allo stato embrionale, o comunque in corso d’opera, di non rivelare il nome del «player» che c’è alle spalle di questa eventuale operazione immobiliare, ma con molta disponibilità ce ne svela i contorni.

I dettagli

«Da tempo guardiamo con attenzione quell’area di Rivarolo e a quell’immobile – spiega l’imprenditore –. C’era già un progetto che aveva come oggetto proprio l’ex Ospedale; erano gli anni della Giunta Bollero: caduto il sindaco, cadde anche quella pianificazione».
E voi oggi riportate l’attenzione nuovamente su quell’angolo del centro storico di Rivarolo: con quale idea?
«C ’è una condizione: che l’Asl, così come sembra, voglia realmente alienare l’immobile, perché non bisogna dimenticare che la struttura ha questo vincolo di proprietà. E in questo caso noi siamo disposti ad intervenire. Detto questo, si sa che il Comune ha il problema di un ufficio anagrafe inadeguato, non più funzionale e allo stesso tempo sta cercando anche una soluzione alla biblioteca ormai satura. Quindi, potremmo metter a fattor comune questa esigenza pubblica e la nostra di ristrutturare e rendere commerciale una parte dell’immobile: ho già parlato con il sindaco, presentato il progetto e mi è parso propenso tanto che si è detto disponibile a farsi portavoce. Ma tutto però dipende dalla volontà o meno dell’azienda sanitaria di voler cedere lo stabile. Se l’Asl cartolarizza, noi siamo pronti partecipare come società immobiliare, forte di questo progetto… comune» .
Progetto... in Comune.
«Sì: da un lato lo spazio dedicato al pubblico e dall’altra uffici e attività commerciali. La parte della struttura, quella storica, ovviamente, rimarrebbe: quella non si tocca. Quella, invece, frutto degli interventi edilizi anni Settanta che giudico “oscena”, andrebbe rasa al suolo e da lì, si potrebbe ricavare un ristorante, un bar, uffici, uno studio medico (c’è già l’interesse di una realtà torinese di sbarcare a Rivarolo). E poi riportare all’antico splendore alcuni saloni storici».
E la biblioteca?
«C ’è l’ala a sud che dà verso le mura vecchie che ha anche un cortile interno che si potrebbe sfruttare per gli eventi culturali con la bella stagione; lì, si potrebbe immaginare la parte istituzionale: l’anagrafe e il polo culturale, stiamo parlando di 600 metri quadri. Il mio staff di professionisti sta facendo già una bozza di progetto: per lo sviluppo commerciale e quello comunale. Senza tralasciare un particolare, che siamo a 50 metri del Comune. Sono tante le cose che si potrebbero realizzare, ovvio che deve esserci la volontà di tutte le componenti ad andare nella stessa direzione».
Si sa che i tempi dell’imprenditoria privata sono diversi da quelli della burocrazia, anzi, molto spesso sono in asincrono. Il Gruppo che rappresenta quanto aspetterà che la “politica” faccia la prima mossa?
«Come le dicevo ho già parlato con il sindaco di Rivarolo e a stretto giro di posta farò lo stesso con il direttore generale dell’Asl. Mi sono dato dei tempi: se entro il 2022 non partiamo, l’intervento non lo facciamo. Anche perché l’alienazione dei beni è solo una volontà, più che una questione di meccanismi burocratici e politici».
Ma lo strumento sarebbe quello del Project Finance?
«E’ ancora troppo presto per dirlo, ma se c’è la volontà una soluzione la troveremo; ma va da sé che la partecipazione economica deve essere condivisa » .
Cosa significherebbe per la Città, la riqualificazione di quell’angolo nel cuore del salotto buono?
«Significherebbe svoltare. Sarebbe una riqualificazione molto importante e sono fiducioso che riusciremo a trovare il punto di incontro per poterla realizzare. Sarebbe un modo per riaccendere i riflettori su una zona di Rivarolo poco abitata, sempre dimenticata; per fortuna stanno partendo delle opere di ristrutturazione legate al 110 per cento».

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