Cronaca

1000 dosi di coca pronte per essere spacciate

1000 dosi di coca pronte per essere spacciate
Cronaca Torino, 25 Settembre 2021 ore 14:14

1000 dosi di coca sequestrate dalla Polizia erano  pronte ad essere spacciate in strada.

1000 dosi di coca

L'operazione è degli agenti del Commissariato Barriera di Milano, a seguito di un'attività info-investigativa, durata alcune settimane e diretta al contrasto dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nell’area di Corso Giulio Cesare, Corso Palermo, Via Montanaro e Via Sesia a Torino, sono intervenuti in via Brandizzo, individuando un vero e proprio “market” di cocaina e crack, traendo in arresto le figure del “custode” e del “corriere”.

Nella spazzatura

Nell’appartamento – all’interno del quale, in passato, personale del medesimo Commissariato aveva tratto in arresto un cittadino senegalese per l’illecita detenzione di un importante quantitativo di sostanza stupefacente – erano presenti due cittadini subsahariani, un senegalese di 30 anni ed un gambiano di 26 anni, trovati in possesso di quasi 1000 dosi di cocaina e crack, già pronte allo spaccio. Gli involucri erano stati accuratamente occultati all’interno del contenitore della spazzatura. Ulteriori 20 dosi di stupefacente sono state rinvenute addosso al gambiano, sorpreso mentre stava uscendo dall’appartamento.

Cosa bolle in pentola?

All’interno dell’abitazione, è stato anche sequestrato denaro contante e una grossa pentola con evidenti tracce di “cottura” della cocaina, procedimento notoriamente utilizzato per la trasformazione in cristalli di “crack”.
E’ la prima volta che viene rinvenuto un numero così elevato di dosi, complessivamente 500 grammi, già pronte per l’immissione nel mercato dello spaccio, una vera e propria “centrale della droga”, in grado di rifornire i pusher operanti nella zona compresa tra Corso Giulio Cesare e Corso Palermo.

Il custode e il corriere

L’attività info-investigativa ha fatto emergere la figura dei due arrestati. Il cittadino senegalese, solito rimanere in casa, svolgeva il ruolo di “custode” dell’appartamento, occupandosi di custodire la sostanza stupefacente, fornendola solo a pochissime persone a lui note, che poi avrebbero rifornito i pusher per la vendita al dettaglio. Il cittadino gambiano, invece, agiva da “corriere”, prendendo in consegna lo stupefacente per destinarlo al mercato di zona.