A Balangero, la reliquia di Giovanni Paolo II°

Grazie al parroco don Luigi Magnano la reliquia sarà a disposizione di tutti per essere ammirata e venerata.

A Balangero, la reliquia di Giovanni Paolo II°
Lanzo e valli, 18 Novembre 2019 ore 11:34

A Balangero, la reliquia di Giovanni Paolo II°.

A Balangero, la reliquia di Giovanni Paolo II°

Sabato 9 e domenica 10 novembre, il parroco don Luigi Magnano ha presentato alla comunità parrocchiale di Balangero un nuovo reliquiario contenente una reliquia di San Giovanni Paolo II°. Già a questo Santo è stata dedicata la Casa dei Ragazzi e dei Giovani, cioè i locali dove si svolgono le attività di catechismo, di oratorio, dell’Accademia. Nell’ambito di quanto sperato per vivere i 55 anni della Chiesa della Consolata nel 2020, è parso importante al parroco significare tale ricorrenza anche dal punto di vista più spirituale arricchendo la comunità parrocchiale della presenza di questa reliquia.

Sarà custodito nella chiesa Consolata

Il reliquiario sarà custodito in Chiesa proprio per il culto pubblico, per permettere a tanti, giovani e meno giovani, che hanno maturato scelte di vita, di speranza, seguendo il suo insegnamento, di pregarlo, di affidarsi a lui.

Perché una reliquia?

«Le reliquie vengono classificate – spiega il parroco don Luigi Magnano – di Prima Classe: parte del corpo di quella persona, di Seconda Classe: un oggetto toccato dalla persona o che è stato direttamente a contatto con parte del suo corpo; di Terza Classe: qualcosa che è stato indirettamente a contatto con la persona. Non è il tipo o la dimensione della reliquia a essere importante, ma piuttosto la fede e la preghiera che essa suscita. Essa è un segno: che parla, che fa memoria della storia della personalità di Giovanni Paolo II° e della misura alta con cui egli ha vissuto e ha testimoniato fino alla fine il suo coraggio, il suo ardore, la sua speranza. A Balangero è presente una reliquia di seconda classe: un piccolo lembo della talare bianca insanguinata dell’attentato subito il 13 maggio 1980».

Perché veneriamo le reliquie?

«La venerazione delle reliquie è un’usanza antica che risale alla devozione mostrata verso le tombe dei martiri romani. Le reliquie ci ricordano la santità di una persona e la sua collaborazione all’opera di Dio. Al tempo stesso ci ispirano a chiedere le preghiere di quel santo e chiedere per sua intercessione una vita di fede».

Cosa esprimiamo quando veneriamo le reliquie?

«Venerare le reliquie dei santi significa professare la fede in tante sue diverse verità, specialmente quando si tratta, come nel caso della reliquia di San Giovani Paolo II°, di affidamento, di intercessione, di protezione, di sostegno alla propria vita umana, affettiva, spirtuale e mentale».

Abusi di reliquie

«Abusi e opinioni errate sulle reliquie nella storia della Chiesa, come la vendita di reliquie (simonia) o la loro falsificazione, e l’uso di reliquie come talismani ha spinto la Chiesa a stabilire delle norme che definiscano l’uso appropriato delle reliquie: “E’ necessario un discernimento pastorale per sostenere e favorire la religiosità popolare e, all’occorrenza, per purificare e rettificare il senso religioso che sta alla base di tali devozioni e per far progredire nella conoscenza del mistero di Cristo. Il loro esercizio è sottomesso alla cura e al giudizio dei Vescovi e alle norme generali della Chiesa». Chiaramente tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il beneplacito del Vescovo, che ha personalmente conosciuto Giovanni Paolo II° essendo stato Vice-Gerente a Roma negli anni preparatori al Grande Giubileo del 2000 e che si è detto contento di tale gesto molto delicato e rispettoso dell’anima di ogni credente e della vita di ciascuno.

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