A "lezione" di mafia

A Fiano gli studenti hanno ricordato Peppino Impastato vittima di Cosa Nostra.

A "lezione" di mafia
Lanzo e valli, 04 Ottobre 2018 ore 08:12

A "lezione" di mafia. Con gli studenti di Fiano.

A"lezione" di mafia

Studenti a lezione di legalità. Martedì 2 ottobre le scuole medie  di Fiano hanno incontrato Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. L'iniziativa si è svolta al termine di un percorso didattico. Il progetto è stato condotto dalla professoressa Lorena Ravalli. L'attività stata rivolta alle classi seconde e terze medie di Fiano. Nel corso delle lezioni si è discusso di come nasce e si sviluppa il fenomeno mafioso. Si è quindi illustrata la storia del giornalista siciliano Peppino Impastato. Si tratta di uno dei protagonisti della lotta alla mafia negli anni '70. La visione del film “I Cento Passi” ha preparato i ragazzi al confronto. Hanno presenziato il vicesindaco Rosaria Rita Sforza e il consigliere Giancarlo Gatti.

La storia di Peppino

Il fratello  Giovanni ha raccontato la storia della vittima di mafia. Ucciso il 9 maggio 1978, alla vigilia delle elezioni comunali. Ha sostenuto Giovanni Impastato: “Peppino ha deciso d'impegnarsi civilmente quando lo zio è stato assassinato dalla malavita. Aveva quindici anni. Pochi anni in più di voi”. Peppino fonda un giornale, una radio e un circolo culturale. Insieme agli amici scatta foto di degrado del territorio. Mostra le immagini nelle manifestazioni pubbliche. Prende in giro i mafiosi e si candida alle elezioni amministrative. Ma la sua corsa politica viene tragicamente fermata quando viene fassassinato.

Messaggio ai giovani

Giovanni Impastato ha cercato di lanciare alcuni messaggi ai giovani. Prima di tutto l'attaccamento al territorio. Quindi il rapporto con i mezzi di comunicazione e i social network. Si tratta di strumenti da utilizzare nella maniera corretta. Infine si è concentrato sulla forza comunicativa del film di Marco Tullio Giordana. Ha concluso Impastato: “La pellicola “I Cento Passi” è arrivata laddove non siamo riusciti a farlo  in venticinque anni di militanza civile”.