Cronaca

Ad un anno dalla morte dei genitori Francesca Dighera parla in pubblico

Ad un anno dalla morte dei genitori Francesca Dighera parla in pubblico
Cronaca Rivarolo, 09 Aprile 2022 ore 17:05

Ad un anno dalla morte dei genitori Francesca Dighera parla in pubblico in occasione della donazione che la donna ha voluto fare alla collettività dei libri di famiglia.

Ad un anno dalla morte dei genitori

Oggi pomeriggio, sabato 9 aprile, ad un anno dalla scomparsa di Liliana e Osvaldo Dighera, Francesca, l'amata figlia, ha donato alla biblioteca civica molti dei libri appartenuti ai suoi genitori. Testi che l’assessore alla Cultura Costanza Conta Canova, Cristina Arrò (Coop.Andirivieni) e Silvia Spadoni del CentroFamiglie Rivarolo hanno deciso di affidare al nuovo Fondo Librario Liliana e Osvaldo Dighera all'interno del CentroFamiglie (Castello Malgrà / Parco Dante Meaglia) proprio per il profondo significato sociale che assume questo luogo.

Una grande ferita

Tragedia, quella di corso Italia, ancora aperta. Anche perché è appena iniziato l'iter giudiziario nei confronti di Renzo Tarabella, accusato del quadruplo omicidio. E per il quale «Alla luce di quanto emerso dalle acquisizioni del Pm, la dottoressa Lea Lamonaca, ribadisco il grande rammarico per il fatto che con maggiore attenzione questa terribile tragedia poteva essere evitata». Parlava così, l’avvocato Sergio Bersano alla vigilia dell'udienza preliminare, celebrata  dopo la richiesta di rinvio a giudizio dello scorso 25 gennaio nei confronti di Renzo Tarabella, 84 anni, oggi sottoposto alla custodia cautelare in carcere presso il «repartino» dell’ospedale Molinette di Torino. Accusato degli omicidi a colpi di pistola, una semiautomatica calibro 9x21, della moglie Maria Grazia Valovatto, 79 anni, del figlio Wilson di 51 anni e affetto da una disabilità mentale, e dei vicini di casa Osvaldo Dighera, 74 anni ex dipendente della Salp, e la moglie Liliana Heidempergher, 70 anni, maestra elementare per una vita all’Istituto Immacolata Concezione in via Trieste, a pochi passi dal luogo della strage.

Un lungo iter

E quello di giovedì 17 marzo, è stato il primo passo di un percorso giudiziario in cui si tenterà di far luce su cosa sia veramente accaduto nelle ore tra il 10 e l’11 aprile. E sarà l’occasione per le parti di prendere visione degli atti, presentare memorie o produrre documenti. Come la relazione del 5 marzo 2014 di una assistente sociale, che aveva in cura il figlio, che segnalava una «situazione particolare... Durante i mie interventi i genitori di Wilson sono sempre più depressi». E poi nel documento viene citata una pistola carica che durante il giorno è riposta in un cassetto della credenza del tinello, mentre la sera Tarabella la teneva nel suo comodino. Ed è proprio su queste nuove rivelazioni che l’avvocato di parte civile, Sergio Bersano coadiuvato da Antonella D’Amato, che rappresenta la figlia dei coniugi Dighera, Francesca, esterna che «forse con maggiore attenzione questa tragedia poteva essere evitata».

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