Cronaca
Il Ricordo

Addio a Mario Corino, l'ingegnere delle fontane di Rivarolo

Nella sua carriera ha disegnato diversi «quartieri» della città.

Addio a Mario Corino, l'ingegnere delle fontane di Rivarolo
Cronaca Rivarolo, 21 Giugno 2020 ore 07:15

Addio a Mario Corino l'ingegnere che ha realizzato le famose fontane di Rivarolo.

Addio a Mario Corino

Ingegnere, architetto, artista e appassionato di archeologia. Era tutto questo, e molto di più, Mario Emilio Corino, che nella sua intensa vita ha rivestito anche il ruolo di amministratore pubblico nel Consiglio comunale di Valperga, comune dove nacque 72 anni fa. La notizia della morte, a causa di una lunga malattia, lunedì 15 giugno è arrivata immediata a Rivarolo, da Salerano dov’era ricoverato. Persona, anzi, personaggio di grande cultura: mai banale nelle sue dissertazioni; alla sua formazione scientifica, univa anche il suo sapere umanistico.

Una lunga carriera

A Rivarolo l’ingegnere Corino si diploma (perito industriale: ci teneva sottolinearlo) per poi iscriversi al Politecnico di Torino: laurea in ingegneria civile conseguita (dal 1967 al 1972) con il massimo dei voti. Ed è proprio sui banchi dell’università che coltiva l’amicizia con un altro studente modello, il collega Bruno Mosetto di Rivarolo con cui intraprende la carriera professionale. «Avevamo fatto anche la tesi insieme - ricorda l’ingegnere con la voce che tradisce un filo di commozione -. E’ stato sempre il primo di ogni corso, e successivamente nell’arco di 4-5 anni, ha poi preso anche la laurea in architettura sempre con lode». Il ricordo poi dai banchi di scuola passa alla professione.

Il ricordo dell'amico-collega

«Lui di Valperga, io di Rivarolo: di fatto ci si conosceva già dalle medie, negli anni Sessanta era tutto concentrato qui in città». Dalle lezioni in aula alla vita professionale il passo è stato breve. «Già. Il tempo di laurearci nel 1972, prestare servizio militare negli ufficiali e nel 1974 apriamo il nostro studio - «R74» - a Rivarolo in via Gallo Pecca». Due pionieri dell’ingegneria perché all’epoca studi professionali di quel tipo erano una rarità. I committenti dovevano rivolgersi a Torino, Ivrea, o Cuorgnè. Da quel momento, però, anche a Rivarolo. «E l’attività parte subito bene - ricorda Mosetto -. Abbiamo iniziato con il calcolo delle strutture (cemento armato, ndr) e poi man mano, ci siamo dedicati all’edilizia in generale e alle costruzioni, con commesse private e pubblica». E a Rivarolo portano la firma dello studio «R74» edifici come il codominio Cristallo o il Borgo della Ferrera passando per il Centro San Francesco. E poi le costruzioni di edilizia convenzionata in via Uligini. Senza dimenticare il «Pam» il primo supermercato costruito in zona. Ma non solo appalti privati. Un’espansione che porta lo studio ad avvalersi negli anni Ottanta anche di una quindicina di collaboratori.

Tante passioni

Tante le sue passioni, compresa quella per l’archeologia tanto che è stato uno dei i promotori del Corsac di Cuorgné, l’associazione che promuove e realizza ricerche sulla storia dell'Uomo e delle sue attività nell'area Alto-Canavesana, con i professori Marco Cima e Francesco Fedele. «E da ultimo - ricorda ancora Bruno Mosetto - si è dedicato con passione, ormai malato, al disegno con gli acquarelli. Era anche un bravo grafico: “aveva la mano felice” e io mi auguro che uno dei suoi ultimi desideri venga esaudito».

L'ultimo desiderio

Quale? «L’ho incontrato pochi giorni prima della sua morte e parlando mi ha detto che gli sarebbe piaciuto che i suoi lavori venissero esposti al pubblico». Mario Emilio Corino lascia due figli, Matteo che tra l’altro sta continuando l’attività del padre in qualità di ingegnere della sicurezza, ultima frontiera che stava seguendo prima che la malattia non gli desse più la possibilità di farlo, e Martina anche lei studentessa del Politecnico. «Perdo un fratello - si accomiata così Bruno Mosetto - dal 1967-2007 siamo stati amici, compagni di scuola e colleghi: 40 anni di strada che abbiamo vissuto insieme». I funerali si sono  giovedi 19 gennaio 2020 nella chiesa parrocchiale di Valperga.

Maurizio Vermiglio