Un male incurabile lo ha strappato ai suoi cari

Addio prof, il Ciriacese ricorda il 41enne Giuseppe Truini

Nato a Frosinone, il docente aveva lavorato sia al Fermi Galiei che all'Albert.

Addio prof, il Ciriacese ricorda il 41enne Giuseppe Truini
Cronaca Ciriè, 12 Febbraio 2021 ore 23:56

Originario del Lazio, aveva iniziato ad insegnare nella nostra zona. Addio prof, il Ciriacese ricorda il 41enne Giuseppe Truini.

Addio prof, il Ciriacese ricorda il 41enne Giuseppe Truini

“Insieme agli ex colleghi ricordiamo Giuseppe Truini come una persona dal carattere solare e disponibile”. Con queste parole Giovanni Ravalli, insegnante di religione, ha voluto ricordare il collega con il quale ha lavorato all’istituto “Federico Albert” di Lanzo. Il giovane collega è venuto a mancare domenica 7 febbraio, all’età di appena 41 anni, ad Amaseno, in provincia di Frosinone, dove viveva con la moglie Silvia e il figlio Ludovico. Affetto da un male incurabile, attualmente aveva la cattedra in materie letterarie all’Itis “Don Giuseppe Morosini” di Ferentino.

Aveva iniziato la sua carriera scolastica nel Ciriacese

La sua figura resta legata al Ciriacese perché, dopo essersi laureato a “La Sapienza” di Roma e specializzato a Siena, aveva iniziato la sua carriera scolastica nel Ciriacese. Il suo primo incarico l’aveva ottenuto all’istituto “Fermi Galilei” nel 2008. Quindi, dal 2010 al 2013, era stato assunto all’“Albert” di Lanzo, in forza all’indirizzo alberghiero. Continua Ravalli: «Era un uomo di grande cultura e umiltà. Nel corso del tempo è riuscito a farsi amare sia dai colleghi sia dagli studenti. All’indirizzo alberghiero insegnava italiano e storia. La sua prematura scomparsa ci lascia grande amarezza e vuoto. Da parecchi anni non lavoravamo più assieme. Nonostante ciò l’affetto non è mai venuto a mancare. Seppure lontani, continuavamo a sentirci. Aveva un approccio profondo alle cose e uno spessore spirituale importante. Tutti noi passiamo ma il bene fatto resta per sempre».

Era un grande appassionato di scrittura

Giuseppe, nativo di Alatri, era ritornato nel Lazio. Ma l’attività di professore non era l’unica “vocazione”. Nel 2012 pubblica il primo romanzo dal titolo: “Se domani si vive o si muore” con cui vince il premio letterario “Matteo Blasi”. Quindi sono seguiti altri volumi, tra cui “Di polvere e di altre gioie” e “Bapu. Riusciremo a raggiungere il mare?”, pubblicato dalle edizioni Paoline nel 2019. Sul sito internet di quest’importante casa editrice si legge: «Quando gli abbiamo comunicato che era tra i 20 selezionati per il “Premio Bancarellino”, ha risposto così: «Che bellissima notizia! Grazie mille volte per il percorso che state regalando a Bapu! Noi scrittori abbiamo spesso la testa tra le nuvole, per questo abbiamo bisogno di ottimi editori che abbiano i piedi ben saldi a terra e facciano camminare i libri a lungo». Il funerale si è svolto lunedì 8 febbraio in provincia di Frosinone.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli