Menu
Cerca

Agricoltura in ginocchio dopo il maltempo, lo sfogo degli imprenditori

Abbà: "senza raccolto, quest’inverno, alle nostre mucche cosa daremo da mangiare?".

Agricoltura in ginocchio dopo il maltempo, lo sfogo degli imprenditori
Rivarolo, 10 Novembre 2018 ore 16:49

Agricoltura in ginocchio dopo il maltempo, Flavio Abbà, rappresentante favriese della Coldiretti sottolinea le difficoltà dopo la tromba d’aria dello scorso 29 ottobre.

Agricoltura in ginocchio dopo il maltempo

«Le piante sono piegate, noi invece siamo in ginocchio». Flavio Abbà, rappresentante favriese della Coldiretti, fotografa a pieno la situazione drammatica che in questi giorni l’agricoltura locale sta vivendo. Dopo la tromba d’aria che ci si è abbattuta lo scorso 29 ottobre, adesso è tempo di fare la conta dei danni. Ed il quadro che si profila per molti proprietari terrieri ed allevatori della zona è a dir poco desolante.

Il duro sfogo di Abbà

«Adesso aspettiamo la fine della pioggia per poter capire quanto mais sarà possibile raccogliere. Anche se ciò che abbiamo visto è allarmante. In più, non dobbiamo fermarci all’oggi, ma dobbiamo purtroppo pensare ai guai grossi che avremo domani. Perché senza raccolto, quest’inverno, alle nostre mucche cosa daremo da mangiare?» Abbà ed i suoi colleghi sono tutti consci della straordinarietà dell’episodio. Però, a conti fatti, il problema da affrontare è decisamente grande. «Il nostro è un lavoro duro, che sta diventando sempre più complicato. Una volta è la grandine, un’altra la pioggia. Poi è il vento. Siamo penalizzati nella vendita del latte, allevare bestiame in queste condizioni è ancora più complicato».

Pronti a rialzare la testa nonostante tutto e tutti

Ma guai a pensare che ci si voglia arrendere: «Ci sono intere famiglie che vivono di questo mestiere e non ci fermiamo sicuramente. Penso però sia giusto sottolineare come anche gli enti superiori troppe volte ci lascino sole. Le sigle di categoria stanno facendo il massimo, però le problematiche da risolvere sono altre». Tetti scoperchiati, colture danneggiate, futuro sempre incerto. L’ennesimo capitolo di una storia di vita vera, fatta di sacrifici e tanta voglia di non arrendersi. «La vita che conduciamo non è certo facile e anche per questo i giovani si avvicinato con timore reverenziale a questo mestiere. Se poi bisogna fare i conti con situazioni del genere, diventa ancora più complicato. Comunque, siamo pronti a rialzare la testa. Anche se, e questo sia chiaro, penso che chi di dovere dovrebbe cercare in qualche modo di dare un mano a coloro che si spezzano la schiena per dare ai propri figli un futuro migliore».