Banda di rapinatori sgominata, colpiva le tabaccherie del canavese

In un caso presero in ostaggio la figlia del titolare che non si fece intimidire e li fece scappare dicendo loro: "Andate via o chiamo i carabinieri".

Banda di rapinatori sgominata, colpiva le tabaccherie del canavese
Rivarolo, 10 Dicembre 2018 ore 10:46


Banda di rapinatori sgominata, cinque persone arrestate dopo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Leini.

Banda di rapinatori sgominata

La donna in macchina con l’auto accesa. Da lei partiva l’ordine per assaltare l’obiettivo: “Giochiamo a pallone”. Poco dopo quattro complici indossano delle tute da operaio per confondersi con la folla; al momento buono s’infilano dei passamontagna neri e sfodereranno una pistola. Gli operai del crimine (o “squadra di calcio”, nel loro linguaggio) , violenti e imbranati allo stesso tempo, sono stati fermati dai carabinieri della Stazione di Leini. In un’occasione hanno picchiato il titolare di una tabaccheria e in un altro episodio, sono fuggiti come quattro ragazzini quando il titolare di una tabaccheria ha urlato : “Andate via o chiamo i carabinieri “.

L’arresto

I carabinieri della Stazione di Leini hanno arrestato questa mattina, 10 dicembre 2018, su ordinanza di applicazione di misure cautelari 5 italiani, 4 uomini e una donna, tra 24 e 38 anni, responsabili di 3 rapine aggravate, tentate e consumate, ai danni di altrettante tabaccherie di Lombardore, Oglianico e San Benigno Canavese, avvenute tra marzo e aprile di quest’anno. Quattro persone sono state ristrette ai domiciliari e la quinta è stata portata in carcere.

Le indagini

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, Dott. Gallo, condotta dai carabinieri di Leinì, in collaborazione con i colleghi di Volpiano, inizia il 30 marzo scorso, quando 4 persone, vestite con tute da operaio, con il volto coperto e uno armato di pistola, tentarono di rapinare una tabaccheria di Lombardore. Presero in ostaggio la figlia del titolare per entrare nel negozio ma il padre disse loro: “Andate via o chiamo i carabinieri “. Spaventati, liberarono la ragazza e andarono via. Grazie all’analisi dei sistemi di video-sorveglianza dell’esercizio commerciale e del comune, è stato possibile risalire alla vettura utilizzata dalla banda per la fuga, intestata a una donna. Quest’ultima, compagna di uno dei rapinatori e finita ai arresti domiciliari, si è scoperta avere il ruolo di autista con compiti di sopralluogo prima delle rapine. Incrociando vari dati e le frequentazioni della donna, i carabinieri sono risaliti agli altri quattro della banda o “squadra di calcio”, come amavano definirsi i rapinatori per non essere scoperti nel caso in cui i loro telefoni fossero stati intercettati.

Le accuse

Sono accusati di altre due rapine a tabaccherie, avvenute in Oglianico il 17 aprile e San Benigno Canavese il 10 marzo, per un bottino di circa 2000 euro. La banda, per depistare gli investigatori, utilizzava un linguaggio criptico definendosi una “squadra di calcio” e per l’organizzazione e la commissione delle rapine parlavano di “giocare a calcio” e “partita di pallone”. E’ stata recuperata la macchina, risultata rubata, utilizzata per le rapine, a cui era stata modificata la targa per impedirne l’identificazione.La banda stava pianificando una rapina a un centro scommesse di Torino e a una coppia di anziani benestanti, sempre di Torino. Alla banda inoltre sono state sequestrate una pistola giocattolo priva del tappo rosso di identificazione e un taser.

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