Cronaca

Centro di riabilitazione visiva, le critiche dell'Apri

Ivrea. "E' necessario rendere partecipi anche quei disabili che, insieme ad Apri Onus, in questi anni di  gestione Uic del Centro di riabilitazione visiva, hanno proseguito senza un centesimo di fondi pubblici ad organizzare e partecipare ad una vasta gamma di attività riabilitative". Così Marco Bongi, presidente dell'Apri Onlus. "Sappiamo che sono molto diverse le metodologie di lavoro. Non ci spaventa tuttavia il sano confronto e lo stimolo reciproco. Anche qualora tutto fosse andato bene in questi due anni: perché non far sì che possa andare ancora meglio?".

Centro di riabilitazione visiva, le critiche dell'Apri
Cronaca 01 Novembre 2016 ore 10:34

Ivrea. "E' necessario rendere partecipi anche quei disabili che, insieme ad Apri Onus, in questi anni di  gestione Uic del Centro di riabilitazione visiva, hanno proseguito senza un centesimo di fondi pubblici ad organizzare e partecipare ad una vasta gamma di attività riabilitative". Così Marco Bongi, presidente dell'Apri Onlus. "Sappiamo che sono molto diverse le metodologie di lavoro. Non ci spaventa tuttavia il sano confronto e lo stimolo reciproco. Anche qualora tutto fosse andato bene in questi due anni: perché non far sì che possa andare ancora meglio?".

Ivrea. Decine e decine di disabili visivi  hanno più volte manifestato pubblicamente il proprio dissenso anche attraverso lettere e segnalazioni all'Asl To-4 sulla gestione Uic del Centro di riabilitazione visiva. "Questo è un dato di fatto incontestabile, dal quale si dovrà ripartire, nell'ottica di un maggiore coinvolgimento di una buona fetta di disabili visivi canavesani  - dichiara Marco Bongi, presidente dell'Apri Onlus  -  E' necessario rendere partecipi anche quei disabili che, insieme ad Apri Onlus, in questi anni di deludente gestione Uic del Centro di riabilitazione visiva, hanno proseguito senza un centesimo di fondi pubblici ad organizzare e partecipare ad una vasta gamma di attività riabilitative. Sappiamo che sono molto diverse le metodologie di lavoro. Non ci spaventa tuttavia il sano confronto e lo stimolo reciproco. Anche qualora tutto fosse andato bene in questi due anni: perché non far sì che possa andare ancora meglio?".